Bancario-bandito per necessità: catturato il rapinatore della Bper

Massimo Ferretti, 50 anni, incensurato, ha agito per far fronte a problemi personali e familiari Incastrato dalle telecamere, carabinieri e polizia lo hanno preso dopo un’indagine lampo
PESCARA. Le telecamere e la sinergia tra carabinieri e polizia partoriscono in un pugno di ore l'arresto del responsabile della rapina alla Bper di viale Bovio, la prima dell'anno in una banca, un unicum del crimine negli ultimi mesi, vista anche la scarsa redditività. Un'indagine lampo porta all'identificazione di un insospettabile, Massimo Ferretti, 50 anni, incensurato pescarese e - sorpresa - bancario, afflitto da problemi personali e familiari tali da spingerlo a rapinare i colleghi di un altro istituto di credito, dopo essersi armato di taglierino. Il raid dell’improvvisato bancario-bandito è la risposta disperata a uno stato di necessità, ma messa a segno com’è da un antiprofessionista della malavita ha l'effetto di far stringere rapidamente su di sè il cerchio tracciato dai carabinieri del nucleo investigativo, diretti dal tenente colonnello Massimiliano Di Pietro, dalla squadra mobile e dalla volante. Lo scambio di informazioni tra investigatori pesa sull'esito finale dell'indagine al pari dei filmati, subito acquisiti, registrati dai monitor della Banca popolare dell’Emilia Romagna, rivolti verso la strada e che inchiodano senza lasciare dubbi il 50enne, che infatti si lascia arrestare senza reagire e senza cedere a emozioni quando i militari, a tarda sera di venerdì, si presentano a casa per notificargli l'ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pm Paolo Pompa e firmata dal gip Nicola Colantonio. Ferretti si mostra sorpreso ma non tenta neppure di negare, messo alle strette anche dalla perquisizione domiciliare, che fa saltare fuori parte del bottino (1690 euro dei 2280 euro portati via), gli indumenti e il cutter usato per minacciare ripetutamente direttore e un impiegato della filiale. All'appello non manca neppure il passamontagna, subito recuperato: è lo stesso bancario a confessare di essersene sbarazzato gettandolo in un cassonetto poco dopo il colpo, quando le telecamere lo hanno già inquadrato, a viso scoperto, all’entrata e all’uscita dall’istituto di credito consegnandolo, di fatto, alla giustizia. È storia del pomeriggio del 2 gennaio: appena guadagnato l'ingresso della Bper, Ferretti si rende irriconoscibile ed entra in azione. Con la lama in pugno, minaccia direttore e cassiere e si fa consegnare la somma disponibile. Sa che il colpo di banca non è più un affare da tempo, per la scarsità di contanti nelle casse. Infatti non insiste e si accontenta di un bottino di serie C. All’interno, non ci sono clienti e la rapina scivola via senza conseguenze.
Appena è fuori, il 50enne si dilegua tra le vie laterali, ma intanto le tre telecamere della banca lo hanno già immortalato, segnandone la sorte giudiziaria. In poco più di 48 ore la partita è già chiusa, grazie al lavoro d’équipe degli investigatori e alla risposta della procura, che chiede e ottiene in tempi rapidissimi l'arresto del 50enne, che sarà interrogato dal giudice all'inizio della prossima settimana. La piena collaborazione sarà l’unica strada per tornare a respirare la libertà.

