Bancario rapinatore, i colleghi: «Siamo scioccati, impensabile»

8 Gennaio 2019

PESCARA. «Mi chiamo Massimo, ho 50 anni e sono separato. Lavoro in banca e ho tre figli piccoli che stanno con la mamma. Ho urgente bisogno di una casa tra Pescara, Montesilvano, Spoltore e...

PESCARA. «Mi chiamo Massimo, ho 50 anni e sono separato. Lavoro in banca e ho tre figli piccoli che stanno con la mamma. Ho urgente bisogno di una casa tra Pescara, Montesilvano, Spoltore e Francavilla da condividere con qualcuno, in modo da poter pagare 350-400 euro che da solo non posso sostenere. I miei figli (11 9 e 4 anni) sono con me due sabato sera al mese e non creano alcun problema. Chi avesse una esigenza simile è pregato di contattarmi al più presto». Sulla sua pagina Facebook scriveva così, lo scorso 27 novembre, a corredo di una sua foto alla scrivania, in cravatta e gilet, Massimo Ferretti, il bancario che il 2 gennaio si è improvvisato rapinatore ai danni della filiale Bper di viale Bovio. Bottino di 2.280 euro e impunità di 48 ore: fino a quando i carabinieri sono andati a bussargli a casa e lui ha confessato tutto. Assistito dal suo legale, l’avvocato Vincenzo Di Girolamo, questa mattina Ferretti, in carcere dalla sera del 4 gennaio, spiegherà che cosa l’ha spinto a questo gesto di ordinaria follia.
Un gesto che ha colpito tutti, a cominciare da chi gli ha lavorato accanto nel corso dei suoi 24 anni di carriera. Colleghi che dietro all’anonimato raccontano di getto: «Siamo tutti scioccati, parliamo di una persona che pur avendo avuto problemi personali negli ultimi anni, almeno per come si sente dire, non ha mai dato segnali che potessero far presagire un malessere del genere. Un ragazzo simpatico, pronto alla battuta, bravo a fare le imitazioni, una persona con cui era piacevole lavorare». Per questo, nello sbalordimento generale, sono in tanti a dire «mi dispiace». Tre figli piccoli, come ha raccontato lui stesso su Facebook, e un matrimonio naufragato già da qualche anno e che presumibilmente, ma sarà lui a raccontarlo eventualmente oggi al giudice, l’ha spinto a una deriva personale finita con il gesto disperato del 2 gennaio. Per diverso tempo allo sportello anche nelle filiali del centro, Ferretti da un paio d’anni era stato spostato agli uffici della banca online.
(s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.