Bancarotta, assolti ex vertici Aca Per i giudici «il fatto non sussiste»

PESCARA. Condannati in primo grado a Pescara con pene fino a 4 anni e 4 mesi (ridotte di un terzo dopo la scelta del rito abbreviato), sono stati assolti ieri con la formula piena, «perché il fatto...
PESCARA. Condannati in primo grado a Pescara con pene fino a 4 anni e 4 mesi (ridotte di un terzo dopo la scelta del rito abbreviato), sono stati assolti ieri con la formula piena, «perché il fatto non sussiste», dai giudici della Corte d’Appello dell’Aquila.
Stiamo parlando del processo contro i vertici dell’Aca accusati di bancarotta fraudolenta, un reato che dovrebbe essere documentale. Sul banco degli imputati erano finiti l’ex presidente Ezio Di Cristoforo, condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione, l’ex direttore generale dell’ente acquedottistico, Candeloro Forestieri, condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione, e l’ex componente del cda (dal 2010 al 2013), Concetta Di Luzio, anche lei condannata a 2 anni e 8 mesi.
Un vero e proprio capovolgimento. In primo grado esiste una bancarotta fraudolenta e peraltro importante da parte di chi ha gestito un ente con un bilancio di grosso rilievo economico, in secondo grado la bancarotta viene cancellata: e non con un’assoluzione semplice, ma con la formula più ampia possibile.
Ma il motivo c’è e non riguarda il giudice di primo grado che giudicò i tre con il rito abbreviato nel corso dell’udienza preliminare, e nemmeno la procura che chiese le condanne affidandosi a una consulenza tecnica che aveva puntato il dito contro i vertici Aca senza avere il minimo dubbio.
L’anello debole dell’intera vicenda giudiziaria è stata proprio la consulenza, costata una condanna a delle persone che evidentemente, stando alla sentenza aquilana, non avrebbero dovuta subirla. I giudici di appello, forse non convinti delle argomentazioni della consulenza, e sollecitati dal collegio difensivo, hanno deciso di affidarne una loro a un esperto, un professionista conosciuto e stimato, ex presidente dell'Ordine dei commercialisti di Teramo, come De Dominicis. E proprio dalla relazione di quest'ultimo è arrivato il ribaltamento della prima condanna.
Il consulente della Corte ha praticamente demolito in ogni suo aspetto la consulenza fatta fare dalla procura di Pescara arrivando alla decisione di assolvere tutti con formula piena. L’Aca, peraltro, si era costituita parte civile tramite l’avvocato Ugo Di Silvestre che aveva strappato in primo grado anche una provvisionale di 100 mila euro ed aveva chiesto ben 600 mila euro che dovevano essere decisi in sede civile.
Ma adesso anche quella provvisionale è stata azzerata. Non solo. Perché nell’udienza preliminare di Pescara i tre avevano scelto il rito abbreviato, mentre Giuseppe Di Michele, ex vice presidente dell’Aca, aveva patteggiato 2 anni e 4 mesi, e il quinto imputato, Bartolomeo Di Giovanni, aveva scelto il rito ordinario che non si è ancora concluso.
La prossima settimana è programmata l'udienza a Pescara per Di Giovanni, ma alla luce di questa sentenza, i cui motivi verranno pubblicati a tempo di record fra 15 giorni, il discorso potrebbe chiudersi anche per lui. Ezio Di Cristoforo è stato difeso da Giovanni Manieri, Candeloro Forestieri da Giuliano Milia e Fabrizio Rulli, Concetta Di Luzio dall'avvocato Augusto La Morgia. (m.cir.)
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