«Bancarotta e falsi in bilancio» Indagato Mauro Angelucci

L’ex presidente di Confindustria Abruzzo e della Camera di Commercio Chieti-Pescara si autoaccusa E la procura apre un fascicolo sull’imprenditore. Tra ottobre e novembre le udienze sulle sue società
PESCARA. La procura di Pescara entra nelle vicende economiche e societarie dell’imprenditore Mauro Angelucci e apre un fascicolo contestando all’ex presidente di Confindustria Abruzzo, ed ex presidente della Camera di Commercio di Chieti-Pescara, il reato di bancarotta fraudolenta.
L’iscrizione dell’imprenditore nel registro degli indagati risalirebbe allo scorso febbraio quando, accompagnato dai suoi legali, Giuliano Milia e Augusto La Morgia, Angelucci si è presentato spontaneamente in procura per essere interrogato. Una decisione maturata a tavolino, che rientra probabilmente in una precisa strategia difensiva, volta a evitare il peggio: a escludere una possibile misura cautelare che, viste le indagini in corso, poteva prendere forma proprio in relazione ai fatti di bancarotta.
Angelucci si è in sostanza autoaccusato di una serie di reati come appunto la bancarotta fraudolenta, falsi in bilancio (assorbiti dal reato per il quale è stato iscritto) e, sembra, anche di altri reati. Una mossa difensiva che ha preceduto di alcune settimane le successive decisioni dell’imprenditore di presentare la richiesta di concordato preventivo per la Oma di Torre de’ Passeri e poi, ultima, in ordine di tempo, l’auto fallimento della Holding di famiglia di cui risulta essere amministratore delegato. Passaggi importanti e delicati, pianificati con i propri legali e con il consulente finanziario, per rendere più indolore possibile le eventuali conseguenze, soprattutto penali. E che sia stato tutto pianificato a tavolino, emerge anche dal fatto che la procedura per il concordato della Oma si è praticamente bloccata. Per poter andare avanti era infatti necessario presentare al giudice il piano concordatario che spiegava come la società avrebbe fatto fronte ai debiti, magari continuando a lavorare. Ebbene quel piano non è mai stato presentato e questo avvalorerebbe l’ipotesi di una strategia precisa di chi, in primis il consulente finanziario, sta seguendo la vicenda.
Senza quella fondamentale produzione documentale, passaggio obbligato per valutare positivamente il concordato, per la Oma si aprono quindi le porte del fallimento. E infatti, a fine ottobre, è stata già fissata dal giudice un’udienza nel corso della quale verranno valutati tutti gli elementi per procedere alla dichiarazione di fallimento della società.
Per quanto riguarda invece l’auto fallimento della Holding Angelucci, anche in questo caso il tribunale ha già fissato l'udienza ai primi di novembre prossimo, per definire anche questa parallela vicenda societaria. Resta il fatto che la procura ha registrato l’autodenuncia che Angelucci ha fatto con il suo interrogatorio davanti ai magistrati che si occupano della questione penale, e acquisito la sua “confessione”, ma sta comunque proseguendo nelle indagini che sarebbero piuttosto complesse e che non si fermerebbero alle questioni sollevate in sede di interrogatorio dallo stesso imprenditore, ma andrebbero oltre. Un’inchiesta delicata, destinata ad allargarsi.
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