Bancarotta, per due imprenditori interdizione da uffici e attività

28 Marzo 2026

È la misura disposta dal gip a seguito della richiesta di arresti domiciliari per Di Cosimo e Alagna. Al centro delle indagini della Finanza, la fusione della società Agile Trasporti nella Gilda

PESCARA. Il noto imprenditore pescarese Antonio Di Cosimo, presidente della Ceteas, una delle più importanti società operante nel settore dell'automazione e della logistica, e il suo socio in affari, il palermitano Santo Andrea Alagna (residente a Como), sono stati raggiunti da una misura cautelare interdittiva con divieto di esercitare uffici direttivi, nonché la sospensione temporanea dell’esercizio di attività imprenditoriali. Lo ha deciso il gip Anna Fortieri a seguito della richiesta di arresti domiciliari avanzata dal pm Fabiana Rapino per i reati di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. Le indagini condotte dalla guardia di finanza avrebbero accertato una serie di irregolarità nell'ambito di una fusione della società Agile Trasporti (amministrata da Di Cosimo) nella Gilda, il cui liquidatore era Alagna. La Agile, stando all’accusa, aveva iniziato progressivamente ad abbandonare la sua clientela storica e ad operare esclusivamente a servizio del “Progetto Gilda”.

Il progetto prevedeva l’interazione di diverse realtà specializzate nello stoccaggio e nella logistica (Gilda già Axcelera), nell'e-commerce alimentare (Foodquote srl), nei trasporti (Agile Trasporti), nella pubblicità (Reti Televisive Italiane) e nello sviluppo delle start-up (Digital Magic spa). Il progetto era quello di offrire, grazie alle competenze dell’e-commerce alimentare della Foodquote, proprietaria del portale Foodscovery, un servizio integrato di vendite online di prodotti, anche congelati, di alta gastronomia, nonché un servizio di stoccaggio, ritiro prodotti e pronta consegna alla clientela. «Un progetto che aveva destato», scrive il giudice, «l'interesse di note realtà industriali che, in parte già socie della Foodquote, divennero socie anche di Gilda, quali Intesa Sanpaolo, Rti spa controllante le reti Mediaset, la stessa Foodquote, Digital Magic e la Centro Servizi Abruzzo».

Ma quella fusione originaria avrebbe poi provocato l’apertura della liquidazione giudiziale della Agile Trasporti e della incorporante Gilda. Questo perché, stando alle accuse, sarebbe stata rappresentata una situazione diversa dalla realtà: «Il patrimonio della Agile al momento della fusione risultava negativo per via del forte deficit patrimoniale generato da perdite pregresse (deficit di circa 1.800.000 euro)». L'incorporante Gilda era stata presentata con un patrimonio adeguato a neutralizzare le perdite, ma «in realtà il patrimonio della Gilda era falsato da un dato enormemente sovrastimato». E da questo ne derivava una «operazione di fusione che ha prodotto un evidente danno per la società incorporata e per i suoi creditori dal momento che il patrimonio su cui essi potevano fare affidamento è stato completamente assorbito dalla incorporante».

Tutto il patrimonio della Agile si spostò infatti a favore di Gilda e il giudice scrive che «il danno causato dalla fusione veniva consolidato attraverso una serie di operazioni di svuotamento del patrimonio: Gilda vendeva alla Ceteas di Di Cosimo tutto il parco mezzi ricevuto dalla Agile ad un prezzo inferiore al valore individuato; e vendeva, sempre alla Ceteas, al prezzo di 12mila euro, il marchio Gis Gelati ricevuto dalla Agile che nel bilancio era quotato 100mila euro». Oltre a immobilizzazioni di attrezzature varie per circa 268mila euro e altro ancora. E l’amministratore unico della Ceteas, sottolinea il gip, era Di Cosimo che era «costantemente inserito, a vario titolo, nelle compagini amministrative delle società partecipate alla fusione: Gilda, Agile e Cinque Zero». Da qui una serie di contestazioni di bancarotte.

I due indagati sono stati sottoposti a interrogatorio preventivo che non ha sortito gli effetti sperati dalle difese. «Di Cosimo», scrive il giudice, «non ha fatto altro che declinare ogni responsabilità dicendosi estraneo alle scelte gestionali della Agile, pur ammettendo che, allorquando il presidente dell’assemblea, Florio Corneli, rappresentò ai soci la necessità di ricapitalizzare Gilda, era già emersa la situazione della società che di lì a poco avrebbe portato alla messa in liquidazione. Con ciò contraddicendo il ruolo di ignaro protagonista delle condotte in contestazione. Di Cosimo aveva piena contezza della artificiosa sopravvalutazione delle immobilizzazioni immateriali». Il giudice evidenzia poi che Di Cosimo (difeso dall’avvocato Sabatino Ciprietti), «in maniera strategica, quanto banale, dimentica di essere stato presente lui stesso nella triade del cda di Agile e di aver ricoperto la carica di amministratore delegato». Oltre ad aver ricoperto la carica di presidente del cda di Gilda.

Quanto alla posizione di Alagna (difeso dall'avvocata Serena Cancellara), che non ha risposto all'interrogatorio (presentando però una memoria difensiva), «un utile apporto per colorare il suo effettivo ruolo e l’elemento soggettivo che ha animato le sue condotte è stato fornito dal coindagato». Per il giudice esiste un pericolo di reiterazione dei reati per entrambi gli indagati che può comunque essere superato con l’interdizione senza ricorrere agli arresti domiciliari, fermo restando «la spregiudicatezza dei loro comportamenti, indice sintomatico di elevata pericolosità sociale». Lo stesso giudice, nel febbraio scorso, aveva disposto un sequestro preventivo milionario a carico dei due indagati.

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