Banchetto per il suicidio assistito, Cappato ancora senza permesso

L’autorizzazione promessa non arriva: oggi la raccolta firme sul “fine vita” fa tappa in municipio L’associazione Coscioni denuncia: «Masci aveva garantito un intervento, ma finora non c’è stato»
PESCARA. Finora, Marco Cappato non ha ancora il permesso del Comune per raccogliere firme sulla proposta di legge del suicidio medicalmente assistito. Ma l’ex eurodeputato dei Radicali, oggi alle 11.30, sarà lo stesso in piazza Italia, proprio all’ingresso del municipio, al banchetto dell’associazione Luca Coscioni: la raccolta firme si farà anche senza autorizzazione.
Nei giorni scorsi, Cappato, sostenitore della necessità di una legge sul fine vita, aveva denunciato con una lettera al sindaco Carlo Masci «la violazione in atto dei diritti civili e politici nella sua città»: a Pescara, aveva spiegato, dopo oltre due mesi dall’inizio della campagna di raccolta firme, «non è stato ancora possibile ottenere un regolare permesso per tenere un tavolo di raccolta firme». Contattato dal Centro, Masci aveva assicurato che il permesso sarebbe stato rilasciato in tempo per l’arrivo di Cappato in città: «Ad oggi», recita una nota dell’associazione Coscioni, «non abbiamo ancora ricevuto l’autorizzazione da parte del Comune per il tavolo in piazza Italia, ma l’evento si terrà comunque». Masci aveva escluso un no ideologico alla richiesta dell’associazione Coscioni parlando di «normale prassi».
La polemica ruota intorno alla richiesta di pagamento avanzata dal Comune per diritti di istruttoria pari a 31 euro: «Una richiesta abusiva», secondo Cappato, «e poi il termine di 30 giorni per ottenere una risposta per un semplice banchetto di raccolta firme è del tutto incompatibile con le esigenze pratiche di organizzazione della campagna. Il Comune ha poi smesso del tutto di rispondere alle altre richieste, nonostante i numerosi solleciti scritti e di persona». Masci aveva risposto offrendosi di pagare i diritti di tasca propria: «Appena ho ricevuto la lettera di Cappato», aveva detto il sindaco, «mi sono attivato per fare in modo che l’associazione venga esentata dal pagamento dei diritti di istruttoria di 31 euro, previsti da una delibera di giunta comunale del 2010. Nell’ipotesi in cui ciò non sia possibile, provvederò direttamente io a pagare la cifra in argomento». Masci aveva assicurato: «La situazione, rimasta sospesa in attesa del pagamento come da previsione della delibera citata, sarà risolta certamente prima dell’arrivo di Cappato a Pescara». Secondo l’associazione Coscioni, finora, l’impegno non è stato mantenuto.
La campagna per la proposta di legge “Liberi Subito” dell’associazione Luca Coscioni andrà avanti fino al 29 maggio. L’obiettivo della campagna è raccogliere 5mila firme di cittadini residenti in Abruzzo. L’intenzione è quella di arrivare a «una normativa di attuazione (procedure e tempi) per accedere ad una morte volontaria attraverso l’auto somministrazione del farmaco letale». Al raggiungimento delle firme, la proposta di legge, dopo il deposito, verrà affidata all’ufficio di presidenza del consiglio regionale per la verifica della conformità delle firme e successivamente passerà alla commissione di Garanzia che esprimerà parere sull’ammissibilità della proposta. A seguire il consiglio regionale avrà sei mesi per iniziare la discussione della legge popolare.

