Banchi condivisi nel plurinegozio

22 Gennaio 2016

Nuovo regolamento comunale introduce una forma commerciale più libera con attività in affitto

PESCARA. Il principio base è quello della condivisione degli spazi, con più commercianti che si dividono uno stesso locale, ognuno con il suo banco, le sue licenze e la sua merce in vendita. Un po' come succede con il coworking, ossia con l'affitto di uffici da parte di professionisti e imprese che, pur non facendo parte della stessa azienda, decidono di mettersi insieme sotto un solo tetto per usufruire di un numero maggiore di servizi a un costo inferiore.

Con il nuovo regolamento comunale che istituisce la tipologia del “plurinegozio”, firmato dall'assessore alle Attività produttive Giacomo Cuzzi, a Pescara, si andrà a sperimentare un nuovo modo di fare commercio, all'insegna dell'innovazione, della semplificazione amministrativa e della liberalizzazione del mercato. Il progetto sarà sottoposto nei prossimi giorni all'esame del Consiglio comunale.

La coesistenza di più attività commerciali o produttive in uno stesso luogo fisico, il cui spazio destinato alla vendita non può superare i 250 metri quadri, è finalizzata a incentare l'imprenditorialità giovanile e ad abbattere i costi iniziali di gestione. Un'esigenza che s’inserisce in un mercato altamente competitivo e in profondo mutamento. Ma al tempo stesso l'introduzione del plurinegozio rappresenta un tentativo ulteriore di rivitalizzare un comparto che, più di ogni altro, ha risentito della crisi economica.

«Il plurinegozio è una sorta di grande vicinato», rimarca Cuzzi, «dove più imprenditori, del settore alimentare e non, organizzano autonomamente il proprio spazio in un unico locale, come già si fa nei centri commerciali, ovviamente con le dovute proporzioni. Dopo aver dato la possibilità di affittare cabine da estetista e poltrone da parrucchieri, dopo aver abolito la tassa sulle insegne e liberalizzato gli orari, adesso abbiamo studiato una nuova misura per andare incontro alle esigenze dei piccoli imprenditori pescaresi».

Come conferma Cuzzi, le associazioni di categoria hanno accolto con entusiasmo il nuovo regolamento comunale che introduce il plurinegozio. Tra le soluzioni prospettate, c'è sia l'ipotesi che più imprese utilizzino lo stesso locale dividendosi le spese, sia la possibilità che uno stesso promotore organizzi la condivisione degli spazi nel locale di cui è proprietario.

La coabitazione è possibile anche tra forme diverse di attività commerciali come esercizi che prevedono la vendita e la somministrazione di alimenti e bevande, piccoli artigiani e titolari di attività legate al terziario più ampio. (y.g.)

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