Bandiera blu, Francavilla rinuncia «Nessuna candidatura per il 2021»

15 Settembre 2020

Il Comune contesta la mancata assegnazione e l’assenza di spiegazioni della Federazione internazionale Ma gli operatori del settore frenano. Padovano: «Non concorrere, significa arrecare danni alla città»

FRANCAVILLA. Nonostante il mare più pulito degli ultimi anni, nonostante un turismo che non ha fatto mancare la sua presenza, il Comune di Francavilla, privato della Bandiera blu, attacca la federazione e annuncia di non volersi ricandidare per l'estate 2021.
Una decisione che fa discutere e apre il dibattito tra gli amministratori e gli operatori di settore, maturata in quattro lunghi mesi in cui, a seguito della mancata concessione, nessuna spiegazione è pervenuta dalla Fee (la Federazione interazionale che cura il riconoscimento in 73 Paesi). Dal 15 maggio, giorno successivo alla pubblicazione dei vincitori per l'anno 2020, l'assessore all'Ambiente Wiliams Marinelli ha cercato di contattarla per capire che cosa avesse comportato il no, senza però riuscire a ottenere risposta. «Siamo davvero rammaricati per l'accaduto», dice Marinelli a distanza di quasi quattro mesi dall'invio della prima lettera, «ci eravamo preparati al meglio, avevamo prodotto tutta la documentazione richiesta. E' arrivato il no che ci ha lasciato dispiaciuti, ma mai quanto l'atteggiamento della federazione. Più volte abbiamo sollecitato per avere una risposta, invano. Il 31 agosto è stata inviata una seconda lettera, che non ha avuto riscontro. Il nostro intento era quello di conoscere gli eventuali errori in modo da poterli correggere per poterci ripresentare nuovamente, ma visto il loro atteggiamento abbiamo comunicato che senza le spiegazioni richieste Francavilla non è intenzionata ad avanzare nuovamente la candidatura per la stagione 2021».
«Abbiamo impiegato risorse», aggiunge ancora l’assessore Marinelli, «uomini e tempo. Redigere il report ha richiesto un lavoro durato mesi, mettendo insieme quello dei balneatori, delle strutture ricettive, la raccolta dei rifiuti, la qualità delle acque. Siamo stati più volte a Roma per non mancare a nessun appuntamento, ma se questo è il risultato, il nostro impegno finisce qui. Nel 2021 non ci candidiamo nemmeno».
In città il riconoscimento manca dal 2015, a causa di una serie di divieti di balneazione che per quattro anni hanno impedito anche la semplice candidatura. Lo scorso anno l'amministrazione ci contava, adesso il quadro appare cambiato. Tra gli addetti ai lavori però, l'idea di non provarci nemmeno non piace: «Non concorrere non è mai una buona cosa», dice l'ex sindaco Roberto Angelucci. «Noi riuscimmo a ottenerla spacchettando la città e richiedendola solo per alcune zone. Perché purtroppo è vero che ce ne sono altre critiche, come fosso San Lorenzo, che poi vanno a inficiare anche quelle che hanno i requisiti per ottenerla. La Bandiera blu è un richiamo per il turismo e suggerisco all'amministrazione di insistere. Allo stesso tempo, sarebbe opportuno serrare i tempi per la realizzazione del famoso terzo depuratore, la vera chiave di volta».
Anche Riccardo Padovano, rappresentante dei balneatori, auspica un ripensamento: «Non concorrere significa solo fare un danno alla città e alla Regione. Quest’anno c’è stato il più 10 per cento ad agosto sul turismo di prossimità. Visitatori da Carsoli, Balsorano, Roccasecca. Anche da Castel di Sangro, complice il ritiro del Napoli. Per non parlare dei fuochi, che hanno avuto un grande apprezzamento. Chiedo al sindaco e all’assessore Marinelli di rivedere la posizione perché sono certo che Francavilla abbia tutte le carte in regola non solo per richiederla ma anche per ottenerla».
©RIPRODUZIONE RISERVATA