Banditi con il fucile messi in fuga dai dipendenti

San Giovanni Teatino. Rapinatori all’assalto di un’agenzia di scommesse dopo Inter-Juve. Ma dall’interno chiudono le porte
di Gianluca Lettieri
w SAN GIOVANNI TEATINO
Armati di fucile a canne mozze, due rapinatori tentano l’assalto al centro scommesse. Ma i dipendenti chiudono le porte d’ingresso, attivano l’allarme e mettono in fuga i banditi. È successo a Sambuceto, lungo la Tiburtina, nella notte tra domenica e lunedì. Adesso i carabinieri danno la caccia ai malviventi: potrebbero essere gli stessi che, la settimana scorsa, hanno preso di mira il Punto Snai di Francavilla al Mare.
L’allarme, di fronte all’aeroporto d’Abruzzo, scatta verso le 23.30. È da poco terminato il derby d’Italia tra Inter e Juve quando i rapinatori, a bordo di uno scooter, si fermano davanti a Cigabet, al civico 184 di viale Amendola. Probabilmente decidono di entrare in azione in tarda serata perché immaginano di trovare un bottino ricco, considerando le puntate degli scommettitori sulle partite della domenica. Uno dei delinquenti impugna un fucile. Entrambi sono vestiti di nero e hanno i volti coperti da passamontagna. Succede tutto in pochi istanti: non appena notano i malviventi, i dipendenti riescono a chiudere le porte e a lanciare l’allarme. In un primo momento, i banditi mostrano il fucile attraverso la porta. Poi, però, decidono di scappare temendo l’arrivo delle forze dell’ordine: salgono di nuovo sullo scooter e, a tutta velocità, si allontanano in direzione Pescara, facendo perdere le proprie tracce nel giro di qualche minuto. Nessun testimone, stando a una prima ricostruzione, fa in tempo a scrivere il numero di targa. Fatto sta che, sul posto, si precipitano i carabinieri della stazione di Sambuceto e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti. Le ricerche in zona scattano tempestivamente, ma rapinatori sono già lontani. Le indagini, attraverso le testimonianze dei dipendenti e le riprese delle telecamere del centro scommesse, sono finalizzate ad acquisire quanti più elementi possibili per tentare di risalire agli autori del raid notturno. E non è da escludere che dettagli utili possano arrivare anche dai sistemi di videosorveglianza dei negozi e delle aziende vicine.
Il sospetto è che si tratti di rapinatori seriali, già entrati in azione giovedì scorso a Francavilla, assicurandosi un bottino di circa 4mila euro. Anche in quel caso, uno dei delinquenti impugnava un fucile a canne mozze. «Erano due ragazzi, avranno avuto una trentina d'anni», ha raccontato un dipendente del Punto Snai. «Uno più grosso fisicamente, l'altro meno. Entrambi a volto coperto, si riuscivano a vedere a malapena gli occhi. Il primo che è entrato era vestito di bianco e durante tutta la rapina non ha detto mezza parola. Il secondo invece, con addosso una tuta scura, era quello che dava le indicazioni. Secondo me sono italiani. Almeno quello che dava le indicazioni. Anzi, dall'accento mi è sembrato del posto».

