Banfi: «Mi sento già un abruzzese»

3 Luglio 2021

Oggi l’attore riceve la cittadinanza di Bolognano e la nipote festeggia le nozze

BOLOGNANO. Il legame che unisce Lino Banfi all'Abruzzo ha radici forti, molteplici sfaccettature e risale a tanti anni fa. C'è quello con Roccaraso, dove il popolare comico ha trascorso per oltre 30 anni le vacanze in una piccola casa di sua proprietà «per prendere un po’ di fresco», come confessa lui stesso. C'è quello con Pescara, per via di amici di vecchia data, rapporti professionali e «curiose connessioni».
E ora quello con Bolognano, che lo vedrà oggi ricevere ufficialmente, dal sindaco Guido Di Bartolomeo, la cittadinanza onoraria per poi dedicarsi ai festeggiamenti delle nozze di sua nipote Virginia (29 anni compiuti ieri) e Gianluca, chef originario, neanche a dirlo, della patria dei cuochi abruzzesi, Villa Santa Maria. «Da anni ho diversi amici a Bolognano», racconta al Centro Banfi, «sono stato più volte in una tenuta immersa nel verde della vallata. Quando insieme a mia figlia Rosanna cominciammo a pensare a un luogo per il matrimonio di Virginia, ci venne in mente questo posto». Si mette in moto così la macchina organizzativa che ha visto praticamente tutto il territorio attivarsi per realizzare per l'attore e comico tra i più amati d'Italia, una festa sorprendente. Oggi pomeriggio, alle 16, nella sala consiliare del municipio, il sindaco Guido Di Bartolomeo prima celebrerà il matrimonio tra Virginia e Gianluca e poi conferirà la cittadinanza onoraria all'attore pugliese.
«Ho conosciuto il sindaco Di Bartolomeo che oggi mi conferirà la cittadinanza onoraria», prosegue Banfi, «mi hanno messo in contatto con Antonella Sciocchetti, una grande organizzatrice di eventi. Per il catering mi hanno presentato Aceto. Mi fa sorridere che chi ci farà da mangiare si chiami così», ironizza. «Inoltre avevo bisogno di un'esperta calligrafa e anche in questo caso mi hanno suggerito la signora Cremonesi. La cosa che mi fa piacere è che tutti vogliono stupirmi e farmi rimanere impressa Bolognano».
Il paesino nel cuore del parco nazionale della Maiella riconosciuto Geoparco mondiale dell'Unesco, non è la prima esperienza nella nostra regione per l'attore, ambasciatore dell'Unesco. «La mia prima volta in Abruzzo fu a Roccaraso e risale almeno a una quarantina d'anni fa», ricorda. «Un'estate, Mike Bongiorno mi volle con lui nel programma “GiroMike”. Facevo il comico, cantavo spiritual e gospel pugliesi. In una delle tappe del tour attraverso l'Italia, arrivammo a Roccaraso. Il vice sindaco di allora era originario della Puglia e mi invitò a tornare a trovarlo. Roccaraso è la Cortina d'Ampezzo del sud. Io non so sciare, ma mi piace respirare aria fresca. Accettai l'invito e Alberto Romano mi fece visitare tutto il paese. Mi portò in Aremogna. Mi piacque così tanto che acquistai una casetta. Mia moglie ha sempre preferito la montagna al mare e così per 30 anni e passa ci siamo venuti tutte le estati. Poi qualche anno fa l'ho venduta perché era diventata troppo piccola. Ma a Roccaraso continuo a tornarci, per prendere un po' di fresco». «L'Abruzzo è pieno di posti splendidi», sottolinea Banfi, «che potrebbero essere sfruttati per la tv e per il cinema. E perché no, sarebbe bello fare una fiction proprio a Roccaraso». Poi c'è il curioso legame con il capoluogo adriatico per l'attore.
«Andando a pescare nel passato a Pescara ho tanti amici, e quando avevo tempo ed ero più “raghezzo”», continua Banfi, 85 anni il prossimo 11 luglio, «venivo spesso. Nel film “L'allenatore nel pallone”, di più di 35 anni fa, la mia squadra e io, come Oronzo Canà, indossavamo delle divise su cui c'era scritto NR. Non sapevo chi fosse, poi scoprii che erano le iniziali di Nicola Raccuglia, un ex giocatore del Pescara molto conosciuto, che produceva le magliette sportive per le squadre di serie A. Diventammo grandi amici. Ricordo anche che andavo nel negozio di abbigliamento di Albanese in pieno centro. Aveva addirittura un bar e un ristorante all'interno. E se ci penso, anche la mia commercialista è di Pescara». E in questo inatteso gioco di intrecci e «ritorni belli», l'iconico “porca puttena” di Lino Banfi è diventato nelle ultime settimane lo slogan dell’europeo, lanciato come esultanza da Immobile e Insigne che con Verratti sono stati il trio delle meraviglie del Pescara di Zeman nella stagione 2011-2012 e dieci anni dopo sono tornati insieme agli Euro 2020. «Mi chiamano Lino Nazionale, qualcuno Lino d'Italia, e io dico chiamatemi Lino di Mameli», scherza l'attore.
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