Bankitalia: Abruzzo, il Pil cresce Ma la ripresa è ancora a rischio

Il prodotto interno lordo regionale è al più 5,3%, poco sotto al dato nazionale. Aumentano gli occupati È boom di presenze turistiche, la crisi energetica continua però a preoccupare le imprese e le famiglie
L’AQUILA. «Nel primo semestre 2022 è proseguito il recupero dell’attività produttiva». Parola della Banca d’Italia che ieri all’Aquila, nella sede regionale guidata da Giovanni Giuseppe Ortolani, ha presentato il report di aggiornamento dei dati economici dell’Abruzzo. «Nel periodo il prodotto (il Pil, ndr) è stimato in crescita del 5,3%, lievemente inferiore alla media nazionale (5,7%), che ha riflesso l’indebolimento registrato nel secondo trimestre», spiega il report sull’Abruzzo.
LE IMPRESE E I LAVORATORI
«Dal sondaggio realizzato su un campione di imprese manifatturiere abruzzesi è emersa una crescita del fatturato nei primi nove mesi dell’anno, meno diffusa tra le piccole imprese e quelle orientate prevalentemente sul mercato domestico. Vi ha contribuito anche l’aumento dei prezzi di vendita praticato in risposta al forte rincaro delle materie prime, in particolare di quelle energetiche», continua il report, poi aggiungendo: «Nella prima parte dell’anno è proseguito il miglioramento del quadro occupazionale in regione (+2,5% il numero di occupati). La partecipazione al mercato del lavoro è aumentata, in particolare quella femminile. Nei primi otto mesi dell’anno la creazione di nuove posizioni lavorative ha interessato prevalentemente le forme contrattuali a tempo determinato e il settore dei servizi, in particolare quello del turismo; si è al contempo registrata una ripresa delle attivazioni a tempo indeterminato. Nel corso dei mesi estivi la dinamica dell’occupazione ha tuttavia cominciato a indebolirsi, pur mantenendosi al di sopra dei livelli del 2019». Poi ancora Banca d’Italia: «La crescita dei prestiti in regione si è rafforzata (+2,6% a giugno da 1,1% di dicembre) per effetto dell’accelerazione dei finanziamenti alle famiglie e alle imprese medio-grandi; dopo la forte espansione registrata nel 2020 e nei primi mesi del 2021, i prestiti alle piccole imprese hanno cominciato a contrarsi. I tassi sui prestiti a medio e a lungo termine sono lievemente aumentati.
L’EXPORT
Spiega il report: «Le difficoltà di approvvigionamento hanno continuato a rallentare l’attività di alcuni comparti rilevanti per l’economia regionale, come quello dell’automotive (vedi altro articolo in pagina). Le vendite all’estero (-0,8% nel semestre rispetto allo stesso periodo del 2021; +22,5% in Italia e +32,4% nel Mezzogiorno) hanno risentito dell’andamento fortemente negativo del settore dei mezzi di trasporto (-25,1%), sebbene siano cresciute negli altri comparti (+24,4%), in particolare in quello chimico-farmaceutico, della gomma e della metallurgia».
LE COSTRUZIONI
Poi ancora: «Il settore delle costruzioni ha continuato a beneficiare degli incentivi per la riqualificazione del patrimonio edilizio (+20% circa l’aumento delle ore lavorate nel semestre); le transazioni immobiliari sono ulteriormente cresciute, sia nel comparto delle abitazioni (+20,8%) sia in quello non residenziale».
TURISMO E COMMERCIO
Quindi ancora: «Nel terziario è proseguita la ripresa dei livelli di attività, in concomitanza con la progressiva eliminazione delle misure di contrasto alla pandemia. Il commercio sarebbe stato sostenuto dalla crescita dei consumi delle famiglie, che per l’intero 2022 sono però previsti in rallentamento a causa dell’aumento dell’inflazione e del peggioramento del clima di fiducia», spiega il report, continuando: «Le presenze turistiche in regione sono significativamente aumentate rispetto allo scorso anno (+22% circa nel periodo gennaio-settembre), anche grazie alla marcata ripresa dei flussi di visitatori stranieri che si sono portati ampiamente al di sopra dei valori del 2019».
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