Bankitalia: l’Abruzzo cresce, ma incombe l’effetto guerra

Nel 2021 dati in rialzo su export, posti di lavoro, redditi delle famiglie e delle imprese
L'AQUILA. L'Abruzzo è in ripresa. Cresce dell'1,9% l'occupazione, con 14.500 nuovi posti di lavoro. Segno positivo anche per le esportazioni, che guadagnano 5 punti percentuali, come il tasso di natalità delle imprese, aumentato del 2,8%.
L' allentamento delle restrizioni ha favorito, nel 2021, il commercio e il turismo, mentre il reddito delle famiglie è cresciuto dell'1,9%. Portano tutti il segno positivo i dati diffusi, ieri, all'Aquila, da Bankitalia nel Rapporto annuale sull’economia dell’Abruzzo. Un recupero che potrebbe subire, quest'anno, una battuta d'arresto a causa delle difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime importate e dei rincari dell'energia, che si sono acuiti con lo scoppio del conflitto in Ucraina.
RIPRESA ECONOMICA
In Abruzzo, come nel resto del Paese, il 2021 è stato caratterizzato da un'evidente ripresa dell’attività economica, dopo la fase recessiva innescata dalla pandemia. È partito da questa considerazione Giovanni Giuseppe Ortolani, nuovo capo della Filiale della Banca d'Italia dell'Aquila, alla sua prima uscita pubblica in Abruzzo, nell'illustrare gli ultimi dati. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale, elaborato da Bankitalia, il Pil è cresciuto del 6,3% contro il 6,6% della media italiana, in base ai dati Istat.
«Dopo il marcato rimbalzo registrato nel primo semestre del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020, caratterizzato dal lockdown, il recupero è proseguito nella seconda parte dell’anno, anche se con una dinamica inferiore rispetto a quella dell’economia nazionale», ha spiegato Ortolani, «ma le crescenti difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni produttivi importati e i rincari energetici potrebbero compromettere il quadro».
L'INDUSTRIA ACCELERA
Nel 2021 l'industria ha recuperato quasi totalmente i livelli di attività pre-pandemia. L’indagine sulle imprese segnala, infatti, una crescita delle vendite rispetto all’anno precedente, in particolare per le aziende con una maggiore presenza sui mercati esteri. Dopo l’indebolimento del processo di accumulazione del capitale rilevato nel 2020, sono emersi segnali di ripresa nella spesa per gli investimenti. Ma, ancora una volta, «sulle previsioni per l’anno in corso pesano le incertezze legate all’evoluzione delle tensioni sui mercati delle materie prime e dei beni energetici, che hanno già determinato nel 2021 una rilevante crescita dei costi di produzione delle imprese e rallentato l’attività produttiva», si legge nell'Indagine.
Dopo la forte contrazione registrata nel 2020, le esportazioni sono cresciute del 5%, anche se negli ultimi due trimestri dell’anno hanno ampiamente risentito del calo delle vendite di mezzi di trasporto.
All'incremento dell'export hanno contributo, in particolare, i comparti della gomma, della plastica, metalmeccanico e chimica.
Dopo il calo registrato nel 2020, il tasso di natalità delle imprese è aumentato del 2,8%, come è tornata a crescere la redditività delle aziende, mentre è diminuita la domanda di prestiti bancari.
VOLA L'EDILIZIA
Il Superbonus 110% ha prodotto, anche in Abruzzo, i suoi effetti positivi, che si sono sommati alla ricostruzione post-sisma in atto. «Nel settore delle costruzioni la produzione si è portata su valori ampiamente superiori a quelli precedenti la pandemia, beneficiando degli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione del patrimonio abitativo», ha sottolineato Ortolani, «nel comparto immobiliare, il volume delle transazioni è aumentato di circa il 40%, raggiungendo i livelli più elevati dell’ultimo decennio». Nel terziario, il graduale allentamento delle restrizioni ha favorito il commercio e il turismo, i cui livelli di attività sono stati, comunque, al di sotto di quelli del 2019. Alla fine dell’anno e nei primi mesi del 2022, la diffusione della variante Omicron e il peggioramento del clima di fiducia hanno rallentato la ripresa dei servizi.
PIU' OCCUPATI
Uno dei dati migliori, è quello relativo all'occupazione, cresciuta dell'1,9% con la creazione di 14.500 nuovi posti di lavoro. Più del 2019, grazie, soprattutto, all’andamento positivo del turismo e del comparto delle costruzioni. Ma la crescita ha riguardato, soprattutto, posizioni lavorative a termine. In aumento la partecipazione al mercato del lavoro con un tasso di attività al 63,9% dal 62,8% del 2020, che si attesta tuttavia su livelli inferiori a quelli precedenti la crisi sanitaria. Rimane ampio, rispetto alla media nazionale, il divario di genere nel tasso di occupazione, in particolare per le madri con figli in età prescolare.
SI TORNA A SPENDERE
Il reddito delle famiglie abruzzesi è tornato a crescere nel 2021 dell'1,9%, «grazie anche alla ripresa del mercato del lavoro e alle misure di sostegno pubblico», ha evidenziato il direttore di Bankitalia, Ortolani, «con i consumi che, pur risentendo del rialzo dei prezzi di beni e servizi, sono risultati in ripresa del 4,1%, dopo il forte calo del 2020, mentre si è ridotta la propensione al risparmio».
I prestiti alle famiglie hanno ripreso a crescere (3% a fine 2021), come pure i mutui (3,3%).
Di contro, si è attenuata, lo scorso anno, la crescita dei prestiti bancari. Il miglioramento del quadro congiunturale e le misure pubbliche di sostegno hanno inciso positivamente sulla qualità del credito: la liquidità detenuta sui depositi bancari permane su livelli elevati, sebbene la sua crescita si sia attenuata (5,1% a dicembre 2021 dall’11,4% di fine 2020), in particolare per le imprese.
È proseguito, in Abruzzo, il ridimensionamento della rete distributiva tradizionale delle banche, a fronte di un ulteriore rafforzamento dell’offerta online di servizi finanziari, stimolata anche dalla spinta alla digitalizzazione impressa dalla pandemia.
LE AMMINISTRAZIONI
Nel 2021 la spesa in conto capitale delle Amministrazioni locali è tornata a crescere. In alcuni rilevanti comparti, come la riqualificazione urbana, la messa in sicurezza del territorio e l’edilizia scolastica, nel prossimo quinquennio gli investimenti beneficeranno, rileva Bankitalia, delle risorse aggiuntive messe a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), riservate per il 40 % alle regioni meridionali.
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