Bar e negozi, via agli sconti fiscali

9 Giugno 2020

Per le spese di locazione è possibile abbattere i costi con il credito di imposta

L'AQUIA. Per ottenere il bonus affitti, inserito nel decreto Rilancio, le imprese devono certificare di aver subìto un crollo del fatturato a causa dell'emergenza coronavirus. Potranno, pertanto, richiedere un credito di imposta tra il 30% e il 60% dell'importo pagato per l'affitto durante il lockdown.
È quanto chiarito dall'Agenzia delle entrate in una circolare che dettaglia «come le aziende e i professionisti potranno convertire in credito di imposta il canone mensile per la locazione, il leasing o la concessione di immobili ad uso non abitativo, destinati allo svolgimento di attività industriali, commerciali, artigianali, agricole». Il bonus affitti si traduce in un'agevolazione fiscale «pari al 60% del canone locazione degli immobili ad uso non abitativo e al 30% del canone nei casi contratti di affitto d'azienda», si legge nella circolare dell'Agenzia delle entrate, ed è riferito al periodo che va da marzo a maggio, mesi in cui, per richiedere il bonus, bisogna comunque aver versato l'affitto.
Il beneficio è riconosciuto a chi non ha ottenuto ricavi dall'attività di impresa o compensi superiori ai 5 milioni di euro, nel 2019. Con una sola eccezione: per le strutture alberghiere e turistiche non è previsto un tetto massimo, in relazione al fatturato. Possono beneficiare del bonus anche gli enti non commerciali, compresi il terzo settore e gli enti religiosi. Il credito d'imposta, come da decreto, sarà concesso solo alle attività che hanno subìto, tra marzo e maggio scorsi, un calo nel fatturato di almeno il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Per gli enti non commerciali, invece, l'unico requisito da rispettare è che «l’immobile per cui viene corrisposto il canone abbia una destinazione non abitativa e sia destinato allo svolgimento dell’attività istituzionale».
Il bonus è già operativo e può essere utilizzato immediatamente dagli aventi diritto, facendo ricorso al credito d'imposta tramite la compilazione del modello F24, da presentare esclusivamente sulla piattaforma telematica dell'Agenzia delle entrate, inserendo il codice tributo 6920. In alternativa, il credito può essere ceduto a favore del locatore, del concedente o di altri soggetti come istituti di credito e intermediati finanziati.
Lo sconto è esclusivamente retroattivo: ciò significa che, per poter usufruire del credito d'imposta, è necessario aver pagato per intero i canoni. Solo in un secondo momento di può richiedere il bonus legato, come specifica l'Agenzia delle entrate «alla riduzione dei ricavi o dei compensi delle attività economiche a fronte dell’incidenza dei costi fissi quali, ad esempio, il canone di locazione». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.