Bar in spiaggia senza permessi, sequestrato uno stabilimento

31 Agosto 2023

La Capitaneria contesta abusi edilizi allo Smeraldo Beach: è il terzo caso in città nel giro di pochi mesi I sigilli riguardano una superficie complessiva di 1.500 metri quadrati: l’acceso al mare è garantito

MONTESILVANO. Ancora uno stabilimento sequestrato sul lungomare di Montesilvano. Lunedì mattina sono scattati i sigilli per la concessione Smeraldo Beach, il lido di Santa Filomena situato all’altezza di via Arno. A dare uno stop all’attività di ristorazione e al bar dello stabilimento è stato il personale militare della delegazione di spiaggia di Montesilvano e quello della capitaneria di porto di Pescara che sono intervenuti, sotto il coordinamento della Procura di Pescara, per “congelare” lo stato della concessione. Come spiegato dalla stessa guardia costiera in una nota, «l’attività di accertamento si è resa necessaria a seguito del riscontro di una serie di fattispecie illecite che riguardano aspetti demaniali, edilizi e paesaggistici». E ancora, «il sequestro, a carico del concessionario del medesimo stabilimento balneare», spiega la capitaneria, «è stato operato affinché le cose pertinenti al reato – relative a una serie di innovazioni realizzate in assenza di autorizzazioni demaniali, edilizie e paesaggistiche – siano conservate e che lo stato dei luoghi e delle cose non venga mutato, essendo stati ravvisati elementi utili volti a qualificare penalmente rilevante il comportamento posto in essere».
A partire da lunedì mattina, dunque, la struttura di Santa Filomena, sia lo spazio che ospita il bar e il ristorante che le pertinenze allestite con sedie e tavoli per il consumo di pasti, caffè e spuntini, sono state transennate con il nastro bianco e rosso recante la scritta guardia costiera, così come agli ingressi della concessione è stato apposto un cartello che recita «area sottoposta a sequestro penale preventivo» e un secondo cartello che indica la strada per poter accedere alla spiaggia dello Smeraldo che resta tranquillamente utilizzabile dai clienti della concessione. Sempre stando a quanto affermano le forze dell’ordine, si stima che le opere realizzate senza i dovuti permessi occupino una superficie complessiva che sfiora i 1.500 metri quadrati. Già durante l’estate del 2019, lo stesso stabilimento aveva subito un blitz della guardia costiera che, in quell’occasione, aveva delimitato e reso inutilizzabili circa 110 metri quadrati di superficie sempre al servizio delle attività di bar e ristorazione. In quell’occasione, il titolare della concessione aveva spiegato che tutto aveva avuto origine da un loro errore di interpretazione di una normativa che prevedeva un permesso di cinque anni, ma valido solo per la Dogana. Lo stabilimento avrebbe dovuto chiedere anche la Scia al Comune ogni anno, incombenza che non era stata assolta però fino al momento delle verifiche.
Annunciando il sequestro di questa settimana, la guardia costiera garantisce, inoltre, che l’attività di controllo del personale militare proseguirà senza soluzione di continuità per assicurare la tutela dei beni demaniali, ambientali e del territorio costiero e marittimo in generale.
All’inizio dell’estate altri due stabilimenti balneari erano finiti nel mirino della Procura ed erano stati transennati dalla guardia costiera. Il primo, alla fine di marzo, era stato Gente di Mare, il secondo, alla metà di maggio, Voglia di Mare. Dopo meno di due mesi i due lidi sono stati dissequestrati, ma alla metà di agosto entrambi i gestori degli stabilimenti sono stati costretti ad abbattere buona parte delle strutture risultate abusive. In entrambi i casi, però, le attività non hanno inciso sull’attività dei bagnanti che hanno potuto regolarmente utilizzare ombrelloni e lettini.