Barattare lavoro per pagare le tasse, civiltà o schiavitù?

Fa discutere l’opportunità offerta dal governo ai Comuni Via libera a Montesilvano e Cappelle. Pianella dice no
MONTESILVANO. Svolgere lavori socialmente utili in cambio dell’abrogazione totale o parziale delle tasse da pagare al Comune. È la nuova frontiera in materia di tributi, una possibilità prevista dal decreto Sblocca Italia, misura per il momento prevista dall’amministrazione di Montesilvano, già diventata realtà a Cappelle, per dare una mano ai cittadini che a causa della crisi fanno fatica a pagare le imposte.
I contribuenti possono decidere dunque di barattare le tasse offrendo la propria manodopera. Denominato baratto amministrativo, il lavoro al posto dei tributi è stato in realtà istituito per coinvolgere i cittadini nella cura del patrimonio. Tant’è che la norma, l’articolo 24 Sblocca Italia, è intitolata «misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio». Prevede la possibilità per i Comuni di «definire i criteri per realizzare interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati. In relazione alla tipologia degli interventi, i Comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi. L'esenzione è concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai Comuni». Si autorizza quindi lo scambio tra manodopera e tasse. Il baratto lavoro-tributi sta arrivando anche nei Comuni del Pescarese.
Montesilvano. Inserita nel regolamento dei beni comuni l’opzione per esenzioni sui tributi in cambio di lavoro. «Il nostro Comune ha già predisposto la base per poter introdurre questa possibilità a favore dei montesilvanesi» annuncia l’assessore ai Tributi, Caterina Verrigni. «Il prossimo passo sarà disciplinare la procedura di evidenza pubblica. Coloro che potranno accedere verranno individuati sulla base di reddito Isee, situazione occupazionale, nucleo familiare e altri specifici fattori. Le persone selezionate si occuperanno di pulizia, manutenzione, aree verdi, piazze e luoghi pubblici».
Pianella. Proposto a livello locale dal consigliere di opposizione Massimo Di Tonto, convinto che il baratto sia «un’innovativa forma di politica sociale a favore dei più disagiati», il provvedimento è stato bocciato in Consiglio dalla maggioranza. «Non umilieremo nessun cittadino», sono le parle del sindaco Sandro Marinelli, «recepire questa norma significa togliere dignità ai cittadini in difficoltà, che non farebbero una scelta libera, ma sarebbero costretti dalla necessità economica. Si ripristinerebbe una forma di schiavitù».
Cappelle. La pensa diversamente la sindachessa di Cappelle Maria Felicia Maiorano, che invece il baratto amministrativo l’ha istituito due giorni fa, con i soli voti della maggioranza: «Con questo strumento diamo il via a forme di partecipazione attiva dei cittadini per la riqualificazione e la valorizzazione del paese». Più avanti nelle procedure rispetto a Montesilvano, a Cappelle, le domande per il baratto amministrativo si possono presentare entro il 30 settembre prossimo ritirando i moduli all’Urp o ai servizi sociali.
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