Barba: corso Umberto, mortificati gli alberi

27 Agosto 2024

L’esponente di opposizione contesta il piano di Masci: «Le aiuole sono troppo strette, radici tra i cavi»

PESCARA. Il sindaco Carlo Masci annuncia l’arrivo del verde in corso Umberto, ma la consigliera comunale di opposizione Simona Barba boccia i lavori e parla di «alberi mortificati»: «Sul fronte della mitigazione del cambiamento climatico con l’utilizzo degli alberi», dice la consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra-Radici in Comune, «è sotto gli occhi di tutti quanto questo non sia stato curato né nella fase di progettazione, né nella fase di realizzazione: le aiuole», denuncia la consigliera, «sono inadeguate alla specie degli alberi, troppo piccole. Gli alberi sono stati collocati spesso in modo decentrato, quasi attaccati alla pavimentazione. I sottoservizi sono stati addirittura inseriti nelle aiuole, quando le regole dicono che l’areale non dovrebbe avere interferenze per un minimo raggio di circa due metri dal tronco. Gli alberi sono stati maltrattati, alcuni hanno lesioni sui tronchi (possono essere fatali quando giovani) altri sono stati già capitozzati. In più casi l’albero è stato posizionato tra due sottoservizi e la pavimentazione, lasciando libero solo un lato per lo sviluppo radicale. I lampioni sono stati posizionati vicino agli alberi: non daranno l’illuminazione sufficiente mentre creeranno stress alla pianta».
Secondo Barba, il futuro del verde di corso Umberto – i precedenti 163 lecci sono stati sostituiti con 186 nuovi alberi di diverse specie – è già scritto: «Tutto questo comporterà che gli alberi hanno già minato il loro sviluppo futuro, avranno difficoltà nell’accrescimento, e molti deperiranno, e alcuni saranno instabili per le precarie condizioni di radicazione. Conseguenza di tali impianti», prevede la consigliera, «comporterà che la loro futura manutenzione sarà costosa, mentre è risaputo che al contrario quando l’impianto di messa a dimora è adeguato al portamento della pianta, la manutenzione è praticamente nulla. Alla fine», dice, «tante parole sulla mitigazione, sul verde in città, ma in pratica vediamo l’atteggiamento di sempre: gli alberi sono sempre trattati come arredo urbano, un gap culturale che questa città non riesce a togliersi di dosso. E a suggellare tutto ciò, davanti al palazzetto della Fondazione PescarAbruzzo, gli alberi non sono stati inseriti».
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