Barba: «Un grande vuoto di democrazia»

5 Agosto 2024

«Un grande vuoto di democrazia». Così la consigliera comunale Simona Barba di Alleanza Verdi e Sinistra-Radici in Comune parla del progetto dell’area di risulta. «Per il progetto di Pescara», spiega...

«Un grande vuoto di democrazia». Così la consigliera comunale Simona Barba di Alleanza Verdi e Sinistra-Radici in Comune parla del progetto dell’area di risulta. «Per il progetto di Pescara», spiega la consigliera, «il più imponente come impatto futuro, spartiacque di una visione pianificatrice, tutti i passi previsti sono stati saltati: variante al Piano regolatore, Valutazione di impatto ambientale (Via), Valutazione ambientale strategica (Vas) sono state eluse, evitate, autocertificate, tutto pur di non andare verso la strada che chiaramente il Legislatore ha definito: mancata la comunicazione, informazione e illustrazione trasparente; mancata la fase partecipativa nei tre momenti, che prevede osservazioni da parte della comunità intera. Per questi temi», dice Barba, «Italia Nostra ha depositato due ricorsi al Tar e invece di soffermarsi, l’amministrazione comunale e quella regionale corrono attraverso delibere e atti, come se scappasse loro il terreno sotto i piedi. Come è possibile», si chiede Barba, «che due amministrazioni evitino con tenacia prepotente il percorso definito da legge?». La consigliera apre un altro fronte: «Altro vuoto democratico poi è individuabile nella scelta del progettista che ha avuto incarico di supervisionare e coordinare il progetto, il quale ha avuto incarico fiduciario da parte del sindaco: il super consulente già individuato per i progetti del Pnrr per il Comune, ora è incaricato di coordinare anche il delicatissimo progetto dell’area di risulta. Si è venuto meno al principio di turnazione, è mancata una selezione di tipo professionale, e poi forse non esiste anche un conflitto di interessi, in quanto il progettista è fondatore del gruppo politico che fa capo al sindaco?».