Barche incagliate: al Marina fondali di nuovo insabbiati

Ancora disagi nonostante gli spostamenti di sabbia al largo I natanti sono stati ricondotti in porto con la scorta
PESCARA. Porto turistico in emergenza con una barca incagliata e un’altra decina di imbarcazioni a motore bloccati all’imbocco, ieri mattina, a causa dei fondali che si sono di nuovo insabbiati malgrado la movimentazione dei sedimenti marini avvenuta nei giorni scorsi. Ora i diportisti chiedono un tavolo tecnico con le istituzioni per cercare una soluzione definitiva alle tante tampone, costose oltre che inutili, a quanto pare. Un intervento, quello del trasferimento di sabbia da una zona all’altra, ordinato dalla capitaneria di porto proprio per evitare che i natanti si incagliassero e che non riuscissero a uscire in mare aperto dal porto turistico, che conta 1000 posti barca. E, invece, è accaduto lo stesso.
L’operazione per liberare i fondali insabbiati, portata a termine in un paio di giorni dalla ditta di Termoli che sta effettuando il dragaggio al porto canale, è servita a “spostare” 3mila metri di sedimenti dall’imbocco del porto turistico a ridosso dei moli.
Una movimentazione di sabbia, servita a riportare le batimetrie a tre metri di fondale, andata a buon fine. Ma le correnti, che arrivano da sud, hanno riportato la situazione al punto di partenza. E ieri mattina, intorno alle 11, ne hanno fatto le spese diversi battelli. Una barca a vela, con un pescaggio più profondo del consentito, si è arenata nel bel mezzo del corridoio d’acqua che conduce al largo. Le basse maree hanno peggiorato la situazione. Gli altri natanti a motore, fermi nei dintorni, hanno atteso il disincaglio della vela (operazione durata una ventina di minuti) con il timore di subire la stessa sorte. E poi, una volta completato l’intervento di disincaglio, una dopo l’altra, hanno preso il largo. Alcune imbarcazioni sono state ricondotte in porto, “scortate” dai gommoni di servizio del porto turistico.
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