Barriere architettoniche: la legge del 2008 si sblocca

4 Luglio 2023

Venerdì il Comitato di Legislazione della Regione valuta le modifiche al testo La norma, rimasta in un cassetto per 15 anni, può ripartire grazie ai 5 Stelle

L’AQUILA. Forse ci siamo. La legge del 2008 contro le barriere architettoniche è uscita da quel cassetto in cui la Regione l’ha dimenticata. E venerdì pomeriggio approderà nel Comitato per la Legislazione del Consiglio regionale, presieduto dal consigliere di centrodestra, Roberto Santangelo.
Proposta e fatta approvare, ben 15 anni fa, dall’allora consigliera di centrosinistra, Antonella Bosco, quella norma, che avrebbe dovuto obbligare i 305 Comuni abruzzesi ad eliminare le barriere architettoniche, non è mai diventata esecutiva. Forse perché, nella sua forma iniziale, prevedeva due commissioni regionali di controllo, che varie giunte di centrosinistra e centrodestra, non hanno mai nominato. Compreso l’esecutivo in carica.
Lo scotto da pagare, per i Comuni inadempienti, sarebbe stato pesante perché avrebbero perso il diritto ai finanziamenti regionale di ogni tipo. Ma non è detto che la legge regionale numero 1 del 2008 resti un capitolo sepolto per sempre perché il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Francesco Taglieri, l’ha rimessa in campo con una modifica pratica e di sostanza che sarà vagliata venerdì. Per la politica di centrodestra è un banco di prova nel campo irrinunciabile e sacro, dei diritti civili.
«È una soluzione facilmente percorribile», spiega Taglieri, «che dovrebbe porre fine alle disparità tra cittadini. Non si può accettare che vi siano ostacoli fisici che limitano la mobilità di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita, in forma permanente o temporanea. È una norma di civiltà che dev’essere messa in discussione e approvata il prima possibile», afferma il pentastellato rivolgendosi alla maggioranza di centrodestra e al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. La modifica di legge prevede anche in questo caso che la Regione, per quanto concerne gli edifici di propria competenza, adotti un piano efficace di eliminazione delle barriere e, nella sua funzione di raccordo tra enti, intervenga sulle amministrazioni comunali e provinciali per capire quali tra queste siano indietro sul loro abbattimento.
«Il progetto di legge», prosegue Taglieri, «consente davvero alla Regione di individuare le amministrazioni inadempienti, risolvendo una criticità che la norma del 2008 non è riuscita a colmare. Una volta chiarita la situazione, nei 305 Comuni e nelle 4 Province, la Regione potrà gestire le risorse a favore delle amministrazioni virtuose. La proposta infatti prevede, come già dovrebbe accadere con la legge del 2008, che la mancata redazione dei Piani di eliminazione delle barriere limiti l’accesso ai contributi regionali. E stabilisce i dati che ciascuna amministrazione dovrà indicare in un registro regionale: l’atto amministrativo di adozione del Piano, il cronoprogramma degli interventi, l’ammontare delle risorse stanziate e un’informativa, con cadenza annuale, da parte dell’assessore regionale ai Lavori pubblici alla Commissione consiliare competente, con l’elenco delle amministrazioni adempienti e la pubblicazione di queste ultime nel registro della Regione».
Un registro, ovvero una lista di buoni e cattivi, sindaci o presidenti di Province, e non più due commissioni di indagini, come prevede la vecchia norma. È questa, in sostanza, la modifica a meno di un anno dalla a fine della legislatura. Ma il centrodestra ha il tempo sufficiente per recuperare l’occasione persa.