«Basta con gli alibi, adesso le terme devono riaprire»

13 Luglio 2021

CARAMANICO TERME. Il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa e il sindaco di Caramanico Terme Luigi De Acetis tornano a sollecitare l'immed...

CARAMANICO TERME. Il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa e il sindaco di Caramanico Terme Luigi De Acetis tornano a sollecitare l'immediata riapertura dello stabilimento termale di Caramanico, per il quale era stata fissata la data del primo luglio scorso, atteso che la struttura deve per legge rimanere aperta almeno tre mesi ed il persistere dell'inattività sposterebbe le erogazioni delle prestazioni in tempi poco idonei.
«Troppi cittadini sono costretti ad andare fuori regione», afferma De Acetis, «la mancata riapertura produce gravi danni all’economia turistica montana del comprensorio e costringe la Regione ad erogare contributi ad altre regioni alle quali gli abruzzesi sono costretti a rivolgersi per quelle prestazioni sanitarie inserite nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)».
I tre esponenti politici attaccano frontalmente l'amministratore delegato dello stabilimento termale Franco Masci, sollecitandolo a «presentare la necessaria documentazione, alla Asl di Pescara, che prevede, in primis, la regolarità contabile degli stipendi» per gli oltre 100 lavoratori stagionali oltre a quelli contrattualizzati a tempo indeterminato che devono ancora percepire 8 mensilità del 2019.
Condizione essenziale per evitare che si vanifica la possibilità di percepire le risorse a cui ha diritto lo stabilimento termale per i ristori Covid ammontanti a circa 800mila euro, finanziamento tra l’altro garantito dalla Regione come da decreto numero105 del presidente Marsilio che, fra l'altro. stabilisce anche l'ammontare da delle provvidenze per le Terme di Popoli.
«Ad oggi», affermano i tre esponenti politici, «nulla è pervenuto in Regione, nonostante la Asl abbia addirittura offerto la disponibilità a svolgere un’attività di supporto». «È il momento che Masci dia risposte chiare circa la sua reale volontà di riaprire lo stabilimento», incalzano Sospiri, Testa e De Acetis, «a cominciare dalla consegna dei succitati documenti» con il fine di non aggravare ulteriormente la condizione economica dell'azienda e quella dei lavoratori oggi senza occupazione».
«Un atteggiamento, quello di Masci», proseguono, «non più tollerabile, che impoverisce il territorio anche in considerazione del fatto che l’Abruzzo non è dotato di altre strutture di elevata eccellenza come quello di Caramanico».
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