Basta morti sul lavoro «Servono più controlli»

L’assessore Quaresimale: «C’è poca sicurezza in fabbriche e cantieri»
Due incidenti mortali sul lavoro in pochi giorni, in Abruzzo, hanno fatto salire la soglia di allarme. Occorrono controlli serrati, nelle imprese e nei cantieri edili del Bonus 110% e della ricostruzione post-sisma. L'appello è della Regione, che annuncia ulteriori risorse per la formazione del personale nelle imprese, per prevenire gli infortuni. «Vanno potenziati i controlli», afferma l'assessore al Lavoro, Pietro Quaresimale, «bisogna vigilare, nelle aziende e nei cantieri privati. La Regione è pronta a fare la sua parte».
PIù PREVENZIONE
Roberto Scipione, operaio 52enne di Bisenti, è morto precipitando per dieci metri: era sul tetto della fabbrica per installare pannelli fotovoltaici. Appena due settimane fa, a Mosciano Sant'Angelo, aveva perso la vita Antonio Fanesi, operaio 49enne originario di San Benedetto ma residente a Giulianova. «Tragedie che non devono più ripetersi», dichiara Quaresimale, «ma per centrare questo obiettivo è necessario spingere sulla formazione e sull'incremento della vigilanza per verificare il rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. In Abruzzo sono migliaia i cantieri della ricostruzione post-sisma e del Superbonus 110%: si avverte ancora di più la necessità di fare prevenzione. Come Regione, metteremo altre somme su questo capitolo di spesa». E guarda proprio alla sicurezza del mondo del lavoro il corso per i formatori finanziato dalla giunta regionale e organizzato dall’Amnil, l’associazione dei lavoratori mutilati e invalidi del lavoro. «Il corso è strutturato per diffondere con passione, competenza ed una innovativa e articolata metodologia, la cultura della Sicurezza nel mondo del lavoro», dice Quaresimale, «è importante cambiare rotta sul fronte della sicurezza del lavoro e capire su quale terreno è più conveniente intervenire per invertire i dati tragici degli incidenti sul lavoro».
SALTO CULTURALE
L'appello è anche alle imprese. La formazione, secondo la Regione, deve entrare a pieno titolo nei piani aziendali, anche nelle pmi e nelle imprese di dimensioni più piccole. «In questo senso, si rende necessario un salto culturale», ribadisce l'assessore al Lavoro, «che deve partire proprio da coloro che sono deputati a diffondere la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro. I formatori che usciranno dal corso saranno chiamati a sviluppare attività formative, informative e di consulenza specificatamente progettate per rispondere alla normativa e diffondere in modo realmente nuovo ed efficace la cultura della sicurezza». Il corso ha una durata complessiva di 328 ore spalmate su cinque moduli orientativi. Una seconda iniziativa riguarda l’apprendistato professionalizzante: da oggi le aziende possono presentare domanda alla Regione per ottenere risorse economiche per finanziare la formazione esterna dell’apprendista appena assunto. La quota messa a disposizione è di poco superiore alle 400 mila euro, «il primo impegno per impieghi successivi di altre risorse che possono derivare da economie o da fondi nazionali e comunitari», dice Quaresimale.
LA MAPPA DEGLI INCIDENTI
Gli ultimi due incidenti mortali spostano gli equilibri dell'ultimo report Inail, fermo a maggio 2022, che evidenziava una diminuzione delle denunce di infortuni mortali sul lavoro nel primo quadrimestre del 2022, rispetto allo stesso periodo del 2021. Il numero di incidenti mortali è stato di 261, rispetto ai 306 dello scorso anno: 19 in meno rispetto ai 280 del periodo gennaio-aprile 2020 e 42 in meno rispetto alle 303 di gennaio-aprile 2019. Dati diffusi nella sezione "Open Data" del portale Inps, che vedono l'Abruzzo fra le regioni con il maggior decremento di morti sul lavoro. Almeno fino a maggio scorso. Tendenza che, alla luce degli ultimi incidenti, sembra invertita. A livello nazionale, gli incidenti mortali sul lavoro sono scesi da 258 a 191. Il calo ha riguardato industria e servizi (da 263 a 219 denunce), mentre l'agricoltura ha registrato sei casi in più (da 25 a 31). Analizzando i numeri a livello territoriale, salgono di due casi i morti nel centro Italia, da 56 a 58, mentre diminuiscono al Sud, da da 87 a 47. Al Nord passano da 80 a 74. Nelle Isole il dato è stabile, con 17 decessi in entrambi i periodi. Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano le Marche (+5 casi mortali), la Lombardia (+3) e le province autonome di Trento (+3) e Bolzano (+2). I maggiori decrementi, invece, sono quelli della Campania (-15), dell'Abruzzo, con 10 decessi in meno e del Molise (-6). Il calo rilevato tra i primi quadrimestri del 2021 e del 2022 riguarda sia persone di sesso femminile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 29 a 28, ma soprattutto quello maschile, con le morti sul lavoro che passano da 277 a 233. In diminuzione le denunce dei lavoratori italiani, da 267 a 217 decessi, mentre risultano in aumento quelle dei comunitari, da 10 a 15. Dall'analisi per classi di età, da segnalare gli aumenti dei casi mortali tra gli under 45 (da 71 a 93 casi) e i decrementi per i 50-64enni (da 172 a 114).
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