Bcc, via al processo a Borgia Il pm chiama in aula 155 soci

Il presidente è imputato per 148 deleghe ritenute dall’accusa false o irregolari La difesa convoca 1.300 testimoni. Un curatore speciale rappresenterà la banca
MONTESILVANO. Al via oggi, nel tribunale di Pescara, il processo nei confronti del presidente della Bcc Abruzzese di Cappelle sul Tavo Michele Borgia, originato dalle contestazioni mosse dai suoi avversari a seguito dei risultati dell’ultima tornata elettorale per il rinnovo delle cariche dell’Istituto bancario. Era il 26 aprile del 2015 e Borgia veniva rieletto a Montesilvano per il suo terzo mandato consecutivo. Da allora, le iniziative giudiziarie contro la sua persona si sono susseguite.
Finora, a essere condannati sono stati diciannove sostenitori della lista di Filippo Falconio che volevano mandare a casa l’attuale consiglio di amministrazione della banca. Il Tribunale delle imprese dell’Aquila, con sentenza pubblicata lo scorso 2 agosto, ha dichiarato infatti “inammissibile” l’impugnazione proposta dai ricorrenti nel tentativo di dichiarare illegittima la delibera assembleare del Cda eletto, condannando i ricorrenti in solido tra loro al pagamento delle spese di lite, circa 40 mila euro. Il processo che apre i battenti oggi vede Borgia imputato per aver permesso «la presentazione per il voto di deleghe irregolari o false» in numero pari «a 148», come si legge nel capo di imputazione.
Deleghe che secondo la controparte «hanno determinato una vittoria di fatto illegittima» e «a danno dell’altra lista a lui avversa rappresentata da Falconio» come si legge in una nota stampa a firma di Fausto Rossi che si presenta come “socio” della banca in questione.
Intanto, il pm Barbara Del Bono ha nominato un curatore speciale, individuato nella commercialista Carla Chiola, ritenendo che la Bcc non possa essere rappresentata quale parte offesa dal suo presidente che è indagato nello stesso giudizio.
«Tale nomina», affermano i legali di Borgia, Dante Angiolelli e Fabio Di Paolo, «risponde a una mera esigenza di natura processuale al fine di evitare un potenziale conflitto di interessi nel processo e non incide assolutamente sulle prerogative gestionali della banca, che restano affidate nelle mani sicure del presidente Borgia». La Procura, a supporto delle accuse, ha chiamato a testimoniare 155 soci, mentre la difesa di Borgia ha presentato una lista di oltre 1300 testi, sempre soci della Bcc. «Gli accertamenti degli inquirenti mostrano un quadro accusatorio diverso da quello emerso dalla lettura degli atti di indagine offerta dai querelanti», spiegano gli avvocati di Borgia, «soprattutto alla luce delle indagini difensive a seguito delle quali è emerso che numerosi soci che hanno rilasciato delega hanno confermato la loro volontà di esprimere il proprio voto a favore del presidente Borgia. Lo stesso Falconio, attraverso i suoi legali, ha tentato una possibile conciliazione annunciando di voler rimettere le querele, a fronte della presentazione unitaria di una lista di esponenti dell’una e dell’altra fazione in vista della prossima assemblea elettiva, non escludendo l’adesione alla candidatura di Borgia nella qualità di presidente».
Da parte sua, Borgia afferma: «Ripongo piena fiducia nell’operato della magistratura, così come la riponevo nei confronti del Tribunale delle imprese dell’Aquila che ha poi rigettato il ricorso dei candidati e sostenitori della lista Falconio, confermando la legittimità della mia nomina».

