Bellachioma agli alleati: basta con le liti

12 Dicembre 2018

Il capo della Lega si dichiara preoccupato: «Così rischiamo di non vincere». Tra questa sera o domani il nome del candidato

PESCARA. Non è uno statista, ma in questo momento lo sembra. Giuseppe Bellachioma, capo abruzzese della Lega, scende in campo per dire «basta con le liti» agli alleati di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Se lo scontro continua si rischia di perdere una partita data (troppo presto) per vinta.
Onorevole Bellachioma, che cosa sta accadendo tra i suoi alleati del centrodestra?
«Va in scena una questione di orgoglio. Le dichiarazioni di Antonio Martino all’Aquila hanno urtato la sensibilità del sindaco, Pierluigi Biondi, che ha reagito di conseguenza. Ma in questo momento è la cosa più sbagliata che si poteva evitare, sia dall’una che dall’altra parte».
Quali saranno gli effetti? E lei di cosa ha paura?
«Si enfatizza tutto perché c’è confusione nel centrodestra dettata dall’incertezza. E si avverte a pelle che una partita che poteva essere chiusa da tempo e già vinta, con tutto il rispetto per gli avversari, in questo momento è entrata in una situazione che mi preoccupa. La percezione che l’elettorato ha del centrodestra è quella di un marasma caotico. E temo che perda la fiducia. Non stiamo dando un bel segnale. Prima ero preoccupato, adesso ho disagio. È vero che la decisione finale non è stata ancora presa, ma è anche vero che il dubbio è peggiore e viene amplificato dai nostri elettori che vogliono sapere perché non si decide».
Come si comporta la Lega in questa fase di stallo?
«Anche se il buon Marco Marsilio ha già iniziato la sua opera di proselitismo in Abruzzo, manca l’ufficialità, e fin quando non c’è la Lega deve tenere il polso fermo, dando il via ai propri candidati e preparandosi a presentare il programma elettorale che sarà reso pubblico prima di Natale».
E a livello pratico cosa si sente di dire ai due litiganti?
«Anch’io ho vissuto una fase di nervosismo. Poi però ho capito che la partita andava giocata con la consapevolezza di accettare un sacrificio che si basa su accordi nazionali. Un sacrificio che avrebbe aiutato il centrodestra a trovare la quadra. Appena ho assunto questa consapevolezza ho cambiato modalità e mi sono messo in una situazione di attesa propositiva. Siamo l’unico partito che dà certezza agli abruzzesi. Ci sono 29 persone che ci stanno già mettendo la faccia ogni giorno, un programma deciso, una macchina organizzativa pronta a partire. Queste sono le nostre certezze che non vedo negli altri».
A chi si riferisce?
«Nei Cinquestelle, per esempio, la Marcozzi va in giro ma della lista non si sa nulla. Con Legnini ci sono 162 sindaci, ma bisogna ancora capire quali saranno le liste e se ci sarà il Pd. Per quanto riguarda Fdi, sta lavorando un po’ di più sull’onda dell’entusiasmo del candidato governatore, ma vedo Forza Italia molto in ritardo e anche con parecchia confusione. Spero solo che sia dettato dal fatto che si stia aspettando Godot, ma l’attesa snerva. Così auspico che Fi e FdI, nello specifico Nazario Pagano, Martino e Biondi, ripristinino lo status quo perché tutto può essere giustificato, anche il nervosismo e la frustrazione, ma in questo momento è come darsi la zappa sui piedi. Siamo in difficoltà e in ritardo, se ci mettiamo anche a litigare corriamo veramente il rischio che l’elettorato ci pigli per una banda di peracottari».
Il suo ragionamento da azionista di maggioranza della coalizione non fa una piega. Darà gli effetti sperati?
«Chiedo ordine e tranquillità ma al tempo stesso anche un’accelerata sia a Fdi che a Fi per fare in modo che i tre partiti della coalizione di centrodestra vadano di pari passo. Non possono tornare indietro né pretendo che mi corrano dietro, ma è il caso di dare un segnale all’elettorato per far capire che siamo pronti».
L’indecisione sta comportando rotture, screzi, accuse liti. Non è che nasconde la volontà di spostare le elezioni a maggio?
«Ho parlato con Pagano e con Etel Sigismondi. Le elezioni non si possono spostare perché la macchina organizzativa è già partita. Non c’è alcun motivo per spostarle visto che si potevano benissimo tenere a novembre o dicembre. L’accorpamento alle Europee di maggio deve avvenire con un decreto. Ma la Lega si opporrà con ogni mezzo a qualsiasi tentativo di allungare la campagna elettorale, lo fa per coerenza, non per convenienza».
Lo stesso Legnini ha detto che si candida se si vota a febbraio. È chiaro invece che il centrodestra, se dà questa immagine scombinata, da armata Brancaleone, ha tutto l’interesse di votare a maggio.
«In questo momento non vedo una spaccatura, ma una reazione a una pressione dettata da questa alea di confusione che c’è nel centrodestra. Ripeto perciò agli alleati di ripristinare rapporti cordiali, anche istituzionali».
Tra oggi e domani si definisce la candidatura di Marsilio?
«Si aspetta il ritorno di Matteo Salvini da Israele, che dovrebbe avvenire domani sera (questa sera, ndr). Suppongo che entro venerdì la decisione possa essere presa».