Bellelli in aula: «Rigopiano, tempi troppo lunghi per la superperizia»

29 Gennaio 2022

Il procuratore si è opposto alla proroga di altri 3 mesi per le risposte ai quesiti sull’origine della valanga I consulenti del giudice diventano 4: nominato un esperto di protezione civile. Si riparte il 29 aprile 

PESCARA. Tutto secondo pronostico ieri in aula per l'udienza davanti al Gup, Gianluca Sarandrea, relativa al procedimento sul disastro di Rigopiano, che il 18 gennaio 2017 costò la vita a 29 ospiti dell'hotel di Farindola. Un rinvio scontato, per accogliere la richiesta di proroga avanzata dagli esperti nominati nella scorsa udienza dal giudice, tanto che mancavano decine di avvocati che hanno delegato i loro colleghi per conoscere soltanto la data di rinvio, fissata al 29 aprile prossimo quando dovrebbe esserci la discussione sulla super perizia, che dovrà essere depositata entro il 12 aprile.
L’unica vera novità è consistita nella nomina di un quarto esperto che il gup, accogliendo anche in questo caso le sollecitazioni dei suoi esperti, ha formalizzato ieri in udienza. Giovanni Menduni, docente del Politecnico di Milano, andrà così a coadiuvare i suoi colleghi (Claudio e Marco Di Prisco e Daniele Bocchiola) che già da tre mesi stanno lavorando sui quesiti posti dal gup che sono rimasti gli stessi, senza nessuna aggiunta: Menduni dovrà curare in particolare il versante che riguarda la protezione civile.
E ieri è stata la prima volta anche per il nuovo procuratore capo, Giuseppe Bellelli (presente in aula a fianco dei suoi sostituti Andrea Papalia e Anna Benigni), che si è opposto alla proroga di altri tre mesi per il deposito della perizia, ricordando che la norma stabilisce che possono essere concessi al massimo altri 30 giorni. Opposizione condivisa anche da tutte le parti civili, mentre il collegio difensivo, pur rimettendo la decisione allo stesso giudice, ha comunque voluto sottolineare che il termine non è perentorio, e comunque andrebbero coniugate le esigenze di giustizia e l’accertamento della verità, con le necessità degli esperti alle prese con una perizia altamente complessa. E il gup Sarandrea, che il 28 dicembre scorso aveva comunque già autorizzato i periti in tal senso, ha deciso di formalizzare in aula questa proroga di 90 giorni, fissando la nuova udienza al 29 aprile prossimo per consentire a tutte le parti di esaminare e prendere atto dei contenuti della superperizia, in tempo utile per poterne poi discutere il successivo 29 aprile.
Una formalità è stata invece l'accoglimento, da parte del giudice, della istanza con la quale l’imputato Antonio De Vico, l’ex sindaco di Farindola che aveva chiesto e iniziato il percorso con il rito ordinario (la pubblica accusa aveva già fatto la sua requisitoria chiedendone il rinvio a giudizio), ha fatto marcia indietro, chiedendo di essere giudicato anche lui con il rito abbreviato così come tutti gli altri 29 imputati. Sarandrea ha dovuto riaccorpare la sua posizione, che era stata stralciata, a quella degli altri. I legali delle famiglie delle vittime hanno poi depositato al giudice una memoria, recepita agli atti senza nessuna opposizione, con la quale intendono fornire un loro apporto alla nuova perizia in corso, senza aggiungere elementi di novità, ma puntualizzando alcuni aspetti sui quesiti posti agli esperti.