Bellicoso, mezzo secolo di camicie «Intere generazioni come clienti»

Originario di Frisa, Giuliano iniziò con i fratelli all’Aquila: «La richiesta era tanta e mi misi in proprio» «Dal 5 maggio 1971 ho servito persone di tutti i tipi, ma mai fare nomi: è la regola del mio mestiere»
PESCARA. «La mia è l'azienda del “solo”. Solo camicie. Solo su misura. Solo formali. Solo da uomo». Giuliano Bellicoso è un artigiano della camicia e ieri la sua bottega ha compiuto 50 anni tondi tondi. Ma lui le mani su polsini, colli e bottoni le ha messe da molto prima.
Originario di Frisa, i suoi fratelli più grandi erano camiciai e all’Aquila avevano aperto due attività. «Una di confezione industriale», ricorda Bellicoso, «e una artigianale che faceva già all’epoca su misura. Io ho fatto il giro di tutti i reparti, finché non mi sono fermato sul su misura. Lì ho fatto esperienza». Appena rientrato dal servizio militare, non ancora ventitreenne, Giuliano decide di staccarsi dai due fratelli per creare un ramo di azienda tutto suo. «Avevano aperto l'autostrada Roma – L’Aquila e noi non sapevamo più come soddisfare tutte le richieste in tempi ragionevoli. All’epoca si comprava da matti. In quegli anni non era un problema vendere, né fare affari. Il problema era riuscire ad avere la merce. D'accordo con i miei fratelli, ho aperto la mia attività a Pescara». Approdato sulla costa, Bellicoso trova un piccolo locale di 60 metri quadrati lungo via Conte di Ruvo.
«Mi piaceva unire l’artigianalità con la parte più storica della città», ammette il camiciaio. Uomo riservato e dal portamento elegante, Bellicoso è sempre stato convinto che «è il prodotto in sé che fa pubblicità. L'ho sempre pensato, tanto che, appena aperta l’attività, il 5 maggio 1971, l'ingresso era una porticina laterale lungo via Cecco Angiolieri ed è rimasto quello per i primi 15 anni. Chi voleva, doveva venire a cercarmi». Negli anni la fama di Bellicoso, sempre affiancato dalla moglie Giovanna cresce, insieme alle dimensioni del locale che arriva agli attuali 130 metri quadrati, tra la zona aperta al pubblico, la sala taglio, la sala macchine e il magazzino. Così come ad aumentare sono i clienti. Non solo pescaresi. «Ho uno schedario con le misure di 20 mila uomini. Tra loro, capitani d'industria, onorevoli, prelati, alti prelati. Ho avuto clienti di tutti i tipi», dice. «Ma seguendo una regola tradizionale del mestiere: dalla sartoria non escono nomi. Mai». L'altra regola d’oro di Bellicoso sta proprio nella scelta del cliente. «Sì, perché l’artigiano il cliente se lo sceglie. Non mi è mai interessato conoscere grado sociale o conti correnti. Quello che ho sempre voluto è che i miei clienti fossero persone serie, cortesi ed educate. Perché noi siamo così». Chi sceglie di farsi fare la camicia da Bellicoso, almeno una volta deve passare sotto l’occhio di Giuliano che come primissima cosa prende tutte le misure necessarie, custodendole gelosamente.
«Le camicie sono una diversa dall’altra. Non le vediamo nella scatola, o su di un manichino ma addosso alla persona. E per farlo, va osservata fisicamente la persona», rivendica l’artigiano. «Spesso il mondo delle camicie su misura è un assemblaggio di misure diverse, di collo, corpo e maniche. Noi invece rispettiamo la diversità di appiombo delle spalle, se la persona ha una spalla più scesa di un’altra, se è mancina, per esempio. Tutte cose che vengono all’occhio al momento di prendere le misure e poi vengono apportate nel taglio. Ecco perché, e ci tengo tantissimo, noi non facciamo vendita online». Quella fase così delicata che dà inizio alla realizzazione di una camicia spetta ancora a Giuliano, nella cui bottega lavorano cinque dipendenti più la figlia Giuliana, che dal papà ha ereditato nome e amore per il mestiere. «Io prendo le misure al cliente e faccio il modello di carta», riepiloga il sarto. «Poi mia figlia e una collaboratrice si dedicano al taglio».
La catena di montaggio artigianale si conclude con la fase del cucito e della stiratura del capo. La seconda generazione è ormai in bottega a pieno ritmo da anni, mentre per la terza c’è ancora da aspettare, con Caterina, figlia quindicenne di Giuliana. «Da piccola diceva sempre che l’attività era sua e del nonno», confessa sorridendo Bellicoso. «Ora però ha altri interessi. Intanto ci stiamo organizzando per il passaggio di consegne con mia figlia. Lei è qui già dai tempi della scuola, quando veniva per dare una mano». La soddisfazione più grande? Avere come clienti intere famiglie da generazioni, in cui serviamo bisnonno, nonno, nipote e pronipote».

