Bellisario, balli e tamburi per ottenere una sede

16 Aprile 2019

Oltre 400 studenti sfidano la pioggia battente e manifestano in piazza Italia Chiedono un posto per il liceo musicale e aule insonorizzate per le lezioni  

PESCARA. Non li ha fermati neppure il diluvio. Con i piedi in ammollo e il capo fradicio malgrado gli ombrelli, hanno tamburellato, cantato, ballato, urlato slogan e issato striscioni, arrampicati sui lampioni.
E ' stata una protesta chiassosa, divertente, ma composta ed educata, quella dei 400 studenti del Mibe (Misticoni, Bellisario) che ieri mattina si sono dati appuntamento davanti il palazzo della Provincia, in piazza Italia, per protestare contro la mancanza di una sede idonea che li costringe a trasferimenti forzati per fare lezione con gli strumenti musicali rispettando una severa turnazione nelle poche aule disponibili e senza insonorizzazione. Col risultato che le note si intrecciano e si spandono da una stanza all'altra, in una babele musicale insostenibile per chi va a scuola per imparare a suonare, cantare, ballare.
Al grido corale di «Dateci una scuola sennò non ce ne andiamo», gli studenti, tra cui alcuni disabili, sono rimasti per ore sotto la pioggia battente, mentre ai piani alti del palazzo istituzionale la preside Raffaella Cocco, accompagnata da una delegazione di rappresentanti di studenti, insegnanti e genitori, cercava una mediazione con Luigi Urbani, responsabile del Dipartimento lavori pubblici e i tecnici Luciano Mancini e Lorella Torelli. Assente per un lutto familiare, il presidente della Provincia Antonio Zaffiri. Le parti hanno dibattuto per l’intera mattinata, poi la delegazione è stata ricevuta anche dal sindaco Marco Alessandrini su richiesta del consigliere Stefano Casciano. A tarda ora, l’esito dell’incontro: presto sarà convocato un tavolo tecnico, presente Zaffiri, per cercare una soluzione in vista del rientro a scuola, il prossimo settembre.
Intanto, dabbasso si levavano gli urli degli studenti con i visi bagnati e gli occhiali appannati, giocosamente sobillati dai rappresentanti d’istituto Filippo Nagy, Valentina Secone, Andrea Piazza, Gloria Rusiello, Alessio Di Cola, Jordan Romagnoli e tenuti a bada dai prof Federica Vicino, Clara Giovanetti, Alberto Marino, Emanuela Maretta, Donatella Nubile, Stefano Scorrano, Alfonso Giancaterina, Leontino Iezzi, oltre a uno spiegamento delle forze dell’ordine tra Digos, carabinieri e vigili urbani.
Attaccato ad un lampione, Diego M. 17 anni, regge uno striscione dai toni ironici: «Volevo scrivere una bella frase, ma non c’è spazio». E sono proprio gli spazi che i ragazzi hanno chiesto a gran voce: «Se non c’è spazio, non c’è scuola», «Studenti senza struttura, futuro senza cultura», «Se credete che l’istruzione sia costosa, pensate l’ignoranza» recitavano gli slogan degli studenti, tra cui i 296 alunni dei licei musicale e coreutico, con sede «provvisoria» da sette anni nei palazzi della Provincia di via Passolanciano. Un piano dell’edificio, è stata la richiesta del dirigente Cocco per ospitare le dieci classi dei corsi musicale-coreutico. La preside nel recente passato aveva indicato la sede ex Enaip sul lungomare, ipotesi temporaneamente archiviata. E nei giorni scorsi aveva proposto l’ex casa di riposo per anziani di via Arapietra, come sede per il Mibe. Ipotesi «fattibile» per il Comune, ma troppo lontana per tempi di realizzazione.
Tra meno di due mesi le scuole chiuderanno e l’estate passa in fretta. La soluzione va trovata subito.
La preside del Misticoni-Bellisario: «Le iscrizioni sono aumentate, ma il Coreutico opera da 7 anni in sede provvisoria e tre classi del Musicale sono costrette a trasferirsi ogni giorno da una sede all’altra, tra via Passolanciano e viale Kennedy, sede del Misticoni, con tanto di strumenti al seguito per poter svolgere le normali attività didattiche». Che poi, prosegue Cocco, «tanto normali non sono se i ragazzi sono costretti a suonare il pianoforte in palestra, l’arpa in presidenza e il flauto in biblioteca».
Strumenti pesanti che «sono a rischio danneggiamenti durante gli spostamenti» sottolinea la studentessa ecuadoriana Ana Sofia Henao, cantante a scuola e impegnata sulle passerelle come modella.