Bellisario sul piede di guerra: «Il liceo nell’ex casa di riposo»

10 Aprile 2019

PESCARA. Hanno bisogno di una nuova sede con 30 aule insonorizzate per cantare e suonare, i 269 studenti del liceo musicale e coreutico attualmente dislocato nel palazzo provinciale di via...

PESCARA. Hanno bisogno di una nuova sede con 30 aule insonorizzate per cantare e suonare, i 269 studenti del liceo musicale e coreutico attualmente dislocato nel palazzo provinciale di via Passolanciano.
Ed ecco l’’idea della preside del Misticoni-Bellisario, Raffaella Cocco: vogliamo la scuola nell’ex centro per anziani di via Arapietra, in disuso da almeno tre lustri.
E’ la proposta che il dirigente del MiBe avanza all’amministrazione comunale, titolare dell’immobile al civico 40, che versa in stato di abbandono da una quindicina d’anni.
Dopo l’Alberghiero nelle settimane scorse, quindi, anche il Bellisario, compatto, scenderà in piazza a chiedere una scuola idonea per fare lezione. Mancano le aule, mancano stanze acusticamente isolate per suonare gli strumenti. Ma soprattutto manca una sede unica del liceo musicale e coreutico, 269 allievi stretti nelle 10 aule al secondo piano del palazzo provinciale di via Passolanciano, che risolva il problema dei trasferimenti da una sede all’altra in orari e tempi disagevoli per alunni e famiglie.
Per queste ragioni, un migliaio di persone, tra studenti, genitori e docenti, terranno un sit in di protesta lunedì mattina davanti il palazzo della Provincia in piazza Italia per chiedere al presidente Antonio Zaffiri di cercare una sede scolastica adatta alle loro esigenze.
La preside coinvolge anche la Regione e il Comune, oltre alla Provincia. E delinea il quadro preciso della situazione attuale tra la scuola che reclama il diritto allo studio in spazi adatti e l’ente Provincia perennemente a corto di fondi.
Gli studenti del MiBe sono in totale 1169 spalmati tra il Bellisario di via Einaudi (400), il Misticoni di viale Kennedy (500) e il coreutico di via Passolanciano (269), tra cui anche 60 disabili. Ogni giorno, per studiare e suonare gli strumenti, arpa, chitarra, clarinetto, basso, corno, fagotto, fisarmonica, flauto, o cantare, sono costretti a continui spostamenti tra una sede e l’altra.
Ed ecco, nello sfogo della preside Cocco, di cosa ha bisogno il liceo: «Di spazi piccoli e grandi, almeno una trentina di aule insonorizzate» in grado di assicurare uno studio dignitoso agli allievi che attualmente sono costretti a strimpellare i «due pianoforti a coda posizionati dentro la palestra» di viale Kennedy, dove alcuni spazi sono stati transennati per consentire ad altri studenti di fare educazione fisica in altri orari, quando non vanno ad allenarsi sulle rive del mare sfidando le temperature gelide dell’inverno. Ma gli studenti cantano e suonano «anche in biblioteca, in presidenza, in sala professori», cioè dove trovano uno spazio libero per dare sfogo alla loro creatività.
Ovvio che «così non si può andare avanti, la scuola sta registrando un numero elevato di iscrizioni e il prossimo anno non avremo aule sufficienti o isolate acusticamente per operare al meglio», tuona la preside, «peraltro per evitare il sovraffollamento nelle varie sedi abbiamo isolato tre classi del Musicale, per complessivi 80 studenti, in via Passolanciano, i quali però hanno problemi col trasporto: il bussetto della Provincia può trasferire solo due classi (prime e seconde), gli studenti delle terze sono costretti a spostarsi a piedi e a me non va, per ragioni di sicurezza, che i ragazzi se ne vadano in giro per la città da soli».
Urge, dunque, una soluzione. Che il dirigente ha già elaborato: «Lo scorso anno avevamo chiesto al Comune l’ex Enaip, ora sappiamo che la struttura degradata avrà altra destinazione». Archiviata questa proposta, ecco la nuova provocazione: «La dismessa casa di riposo di via Arapietra (su cui nei giorni scorsi ha riacceso i riflettori il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo ndr) è un edificio abbandonato da anni, sarebbe perfetto, e anche capiente, per ospitare, a lungo termine, gli allievi del liceo coreutico e musicale. In tempi più stretti chiediamo alla Provincia altri spazi nell’edificio di via Passolanciano.
Inoltre vogliamo sapere che fine hanno fatto i fondi Cipe, circa 5 milioni, destinati alla sicurezza delle scuole». Le richieste saranno girate dagli studenti a Zaffiri, lunedì prossimo. Ma prima di arrivare alla protesta, il dirigente scolastico ha tentato le vie diplomatiche attraverso una fitta corrispondenza, cominciata il 21 febbraio scorso, tra la scuola e gli enti di riferimento, Regione, Provincia, Ufficio scolastico regionale, Comune, ministero dell’Istruzione. L’ultima lettera è stata spedita ieri mattina.