Benedizione di Valentinetti alla città

14 Aprile 2020

Dopo l’omelia, l’arcivescovo esce dalla cattedrale con il Santissimo Sacramento

PESCARA. La cattedrale vuota e chiusa ai fedeli. La città e tutta la diocesi costrette in un isolamento domiciliare mai avvenuto prima. In queste condizioni l’arcivescovo Tommaso Valentinetti ha celebrato la messa di Pasqua, domenica mattina, in cattedrale. Raggiungendo le case degli abruzzesi grazie alla diretta di Rete 8 ha lanciato un messaggio di speranza a tutti, affinché ci «lasciamo riempire dalla vita nuova».
Inevitabile, anche il giorno di Pasqua, così come durante tutta la settimana santa, il riferimento di Valentinetti alla pandemia. «Il tempo di Quaresima che abbiamo vissuto», ha detto, «è stato per tantissimi un tempo di reclusione nell’attesa di una situazione migliore, di una situazione nuova. Forse abbiamo avuto il tempo per rientrare in noi stessi e per cercare, ancora una volta, il senso della nostra vita e della nostra esistenza», ha spiegato durante l’omelia.
Il significato della Pasqua, ha detto ai fedeli attraverso le telecamere di Rete 8, deve essere quello di «diventare pasta nuova, togliendo il lievito vecchio. Un lievito vecchio è stato tolto, un lievito nuovo deve nascere per essere una nuova comunità piena d’amore, di slancio, di passione per l’annuncio del Vangelo, per una nuova evangelizzazione, per rinnovare i nostri mezzi». Che si apra il cammino su una via nuova, dunque, per chi crede e ha avuto il tempo, a causa dell’emergenza coronavirus, «per pensare, per desiderare la preghiera comune, l’Eucarestia, le assemblee e le comunità parrocchiali», che in questo periodo sono stati vietati, impossibili.
«Ma se tutto questo ci è stato tolto, dobbiamo far sì che ci sia un lievito nuovo. Siamo stati nascosti come il lievito», ha proseguito descrivendo la vita ai tempi del Covid-19, «per dare al mondo una pasta nuova». E nel rinascere «dobbiamo riprendere a correre lungo le strade del mondo per portare a tutti l’annuncio del Cristo risorto». La speranza è che il mondo risorga in un’alba nuova, perché si spianino le vie della pace, perché cessino, così come ha detto papa Francesco, le armi che portano guerra e distruzione.
Che ci sia un mondo più accogliente soprattutto per gli ultimi e i disperati che cessino gli omicidi e gli aborti, così come ha ricordato Papa Francesco», si è augurato il presule. Da Valentinetti è arrivato poi un gesto concreto, di speranza per la sua comunità costretta a casa. Le porte della cattedrale si sono aperte, al termine della celebrazione. E l’arcivescovo ha benedetto la città e la diocesi con il santissimo sacramento. (f.bu.)
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