Benzene da un’azienda di laterizi Sott’inchiesta il titolare di Alanno

3 Giugno 2020

Tutto è cominciato dalla denuncia presentata da sette cittadini residenti della zona vicino alla fornace Lamentavano problemi di respirazione, bruciore alla gola e un odore acre soprattutto nei week end

ALANNO. La denuncia presentata da sette abitanti di una zona vicina alla fornace “Di Muzio Laterizi” di Alanno Scalo, fa scattare una inchiesta penale e mette nei guai l’amministratore della società, Ettore Di Muzio, sul quale pende una ipotesi di reato di getto pericoloso di cose.
Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Marina Tommolini, che da qualche tempo aveva affidato le indagini ai carabinieri forestali e all’Arta.
Ed è proprio dal risultato a sorpresa delle analisi effettuate dalla stessa Arta, che sarebbe emersa la presenza, peraltro non prevista da nessun tipo di parametro in relazione alla produzione dello stabilimento, di benzene in quantità notevolmente superiore alla quantità minima prevista dalla normativa.
Era da tempo che i residenti si lamentavano dei fumi che uscivano dalla ciminiera della fabbrica di laterizi, ma iniziarono a preoccuparsi molto di più quando alcuni di loro cominciarono ad accusare malori: problemi di respirazione e bruciore di gola. «Spesso nei week-end e durante la notte», dichiara nella denuncia una delle parti offese, «sento una pesantezza dell’aria che diventa difficilmente respirabile, con un odore che mi ricorda la plastica bruciata».
Molti di loro sono costretti a barricarsi in casa e al mattino più volte hanno notato una polvere bianca depositata sulle finestre, sulle auto in sosta e sulle piante.
Ma la cosa che ha fatto preoccupare ancor di più i residenti è il fatto che i loro bambini hanno cominciato a soffrire di asma, problematica che non si era mai palesata prima.
Una delle denunce venne presentata anche da un ex amministratore di Alanno che, alcuni anni addietro, sollecitò anche l'intervento dei carabinieri e dei vigili urbani per eseguire un sopralluogo.
A seguito di quella segnalazione il Comune di Alanno rese nota la situazione alla Asl e alla Regione Abruzzo. Segnalazione che venne riproposta anche circa un anno fa dal sindaco di Alanno, che segnalava come alcuni residenti della zona lamentavano l’insopportabile odore acre che veniva percepito in alcune giornate, seguito dal deposito di polveri bianche sulle vetture, balconi e nei giardini, precisando che le problematiche evidenziate riguardavano la fornace di Alanno Scalo.
Vennero effettuati sopralluoghi da parte degli investigatori, accompagnati da esperti dell’Arta che eseguirono prelievi e fecero accertamenti sulle autorizzazioni che vennero rilasciate a suo tempo alla fornace. Ed avrebbero accertato che si trattava di un regime transitorio che prevedeva una serie di accorgimenti tecnici che la ditta Di Muzio avrebbe dovuto eseguire, ma che non avrebbero trovato riscontri.
Ma la sorpresa arrivò quando venne rilevata una importante presenza di benzene: «Si evidenzia», scrisse l’Arta, «che la concentrazione di benzene è superiore al limite in tutti e tre i campioni prelevati. L’analisi del campione relativo alla prima ora di campionamento ha evidenziato una concentrazione superiore di quasi 5 volte al valore limite stabilito dalla normativa vigente».
Il benzene è una sostanza classificata pericolosa per la salute. Accertamenti che hanno fatto scattare la diffida che la Regione Abruzzo, qualche giorno fa, ha fatto recapitare alla Di Muzio Laterizi.
«In merito alla problematica segnalata dai residenti», scrive il dipartimento Territorio-Ambiente della Regione Abruzzo nella diffida - di deposizione di polvere bianca su orti e manufatti, alla luce di quanto osservato nel corso del campionamento del 15 febbraio scorso, si evidenzia che effettivamente si è rilevata la diffusione dal camino di una nube presumibilmente costituita da particolato molto fine».
Fenomeno che secondo la Regione dovrà essere approfondito con «una caratterizzazione meteo della zona e uno studio di ricaduta, oltre a una campagna con un mezzo mobile di rilevamento della qualità dell’aria finalizzata a determinare l’entità delle deposizioni bianche oggetto del fenomeno lamentato dai residenti».
Intanto la magistratura sta andando avanti per accertare le eventuali responsabilità della fornace e del suo amministratore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA