Bernini: per il porto servono altri 7 milioni
Denuncia dell’associazione Buendia: «I fondi concessi dalla Regione non basteranno per l’apertura»
FRANCAVILLA. I lavori al porto saranno pure a un passo dal ripartire, ma per metterlo in funzione serviranno molti di più dei due milioni di euro appena stanziati dalla Regione. È questa la posizione degli ambientalisti dell’associazione Buendìa, che hanno commentato a lungo in questi giorni, anche sul web, la notizia del nuovo avvio del cantiere per l’approdo della piccola pesca e turismo annunciata dal sindaco Antonio Luciani e dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso. In particolare Moreno Bernini, presidente dell’associazione Buendìa, parla di spot elettorale: «Chi li trova gli altri 7 milioni per completare tutte le opere necessarie al funzionamento del porto?». In sostanza, l’effettiva fruibilità secondo Buendìa dipenderebbe da un massiccio investimento successivo che sarebbe comunque a carico dei cittadini francavillesi. Bernini precisa di aver studiato le carte che si trovano sul sito della Regione e su quello del Comune, relative alla Valutazione di impatto ambientale che il progetto ha incassato a dicembre scorso: «I due milioni e mezzo di euro sono il minimo indispensabile per la struttura, che non potrà entrare in funzione prima di aver investito almeno tre volte tanto».
Uniti a Sinistra e i 30 autoconvocati iscritti a Sel hanno organizzato per il prossimo 6 marzo, domenica, un incontro in piazza Sirena per parlare della situazione del porto, documenti alla mano. Intanto, a giorni sarà consegnato il cantiere alla ditta di Trani che appronterà tutto il primo lotto con 220 giorni di lavori. Per Luciani la realizzazione dell’approdo turistico era «uno di quei problemi che pensavo non sarei riuscito a risolvere. Ho trovato al mio insediamento un cantiere sequestrato dalla magistratura, che oggi riparte per dotare la città di un servizio in più. È una buona notizia». (pa.to.)
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