Bici, ladri scatenati: più 32% di furti

17 Settembre 2014

Fenomeno in crescita con la crisi: registrato un incremento notevole a Pescara, molti casi non vengono denunciati

PESCARA. Bruttissima sensazione. Cercare la bici dove era stata parcheggiata e non trovarla più. Sparita, rubata. E come unico ricordo, la catena spezzata, abbandonata in strada dai ladri. Capita Sempre più spesso, a Pescara, e negli ultimi mesi almeno una persona al giorno è stata derubata delle due ruote, in città. Lo dicono i dati ufficiali forniti da polizia e carabinieri, ma alle statistiche sfuggono tutti quei furti di biciclette che non vengono denunciati dai più scettici, coloro che non credono affatto nella possibilità di un ritrovamento e sono rassegnati all’idea di doverne acquistare un’altra.

Dal primo aprile fino a due giorni fa nelle stazioni dei carabinieri della città e in questura sono arrivate all’incirca 225 denunce di altrettanti cittadini che si sono ritrovati a piedi, senza bici. L'aumento dei furti è stato all'incirca del 32 per cento, confrontando i dati di quest'anno con quelli dello scorso anno, nello stesso arco temporale (primo aprile 15 settembre). L’Italia della crisi, dunque, almeno a Pescara, sembra essere tornata quella del 1948, quella raccontata da Vittorio De Sica nel film «Ladri di biciclette».

«Il fenomeno è molto diffuso», dice Alessandro Di Blasio, dirigente della squadra volante, ma ci sono degli stratagemmi da adottare per cercare di sfuggire ai malintenzionati che puntano proprio le bici, e «comunque ne recuperiamo parecchie».

Certo, non tutti rubano per far soldi. Ci sono ladri ben attrezzati, che girano con gli attrezzi del mestiere e hanno a disposizione pure un furgoncino per caricare le bici, mano a mano che vengono prelevate dalla strada, e poi rivenderle. Sono persone che lo fanno di professione. Poi ci sono i meno organizzati, come i tossicodipendenti, che le prelevano, le usano e poi le buttano via. A questi delinquenti furti è difficile sfuggire ma è sempre meglio provare.

«Bisogna investire sulle catene, e usarne due, di tipo diverso, di cui una deve passare tra il telaio e la ruota anteriore e l’altra tra il telaio e la ruota posteriore, oltre ovviamente ad ancorare la bici al palo», suggerisce Di Blasio. «E’ assolutamente vietato poggiare i lucchetti a terra, perché agevola i ladri. Anzi, è bene legare il mezzo ad un punto piuttosto alto. E’ opportuno acquistare catene di tipo diverso, perché non sempre i ladri girano con gli arnesi utili a manomettere ogni tipo di dispositivo, e comunque è opportuno parcheggiare in prossimità di telecamere o di finestre e balconi».

Dai carabinieri, invece, parte l’appello a denunciare sempre i furti «perché grazie alle segnalazioni ci è possibile mettere a punto una mappatura delle zone più a rischio, e suggeriamo di non acquistare bici di cui non si conosce la provenienza perché potrebbero essere rubate e l’acquirente rischia una denuncia per ricettazione».

E’ anche vero che è difficile tornare in possesso delle due ruote rubate (nel caso in cui vengano ritrovate), perché non sempre c’è la prova che una bici sia appartenuta a una persona piuttosto che ad un’altra. Anche su questo fronte le forze dell’ordine dispensano consigli. «Gli ultimi modelli hanno un numero impresso sul telaio, quindi è facilmente dimostrabile di aver posseduto un determinato mezzo. A questo scopo è sempre opportuno mettere da parte tutti i documenti, al momento dell’acquisto. E comunque, per rendere la propria bici unica, si possono inserire i dati identificativi nel tubo della sella, oppure un segno distintivo, come un adesivo», spiega sempre Di Blasio.

«Si può anche pensare di fotografare la propria bici, riprendendo in particolare eventuali dettagli che la rendono perfettamente riconoscibile, in modo da riaverla più facilmente indietro», dice invece Claudio Scarponi, comandante della compagnia di Pescara dei carabinieri.

Già, ma a chi ci si può rivolgere per recuperare i mezzi (eventualmente) ritrovati? Bisogna far riferimento alle forze dell’ordine, o all’ufficio oggetti rinvenuti che si trova in Comune o al comando della polizia municipale, che dispone di un servizio on line relativo agli oggetti rinvenuti che si presumono smarriti e di cui non si conosce il proprietario.

Al momento su questo sito (www.poliziamunicipalepescara.it) c’è una mountain bike in cerca del suo padrone, ma l’annuncio è stato inserito il 28 dicembre e da allora nessuno si è fatto vivo.

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