Bidello arrestato per abusi sugli studenti

Un operatore scolastico dell’istituto Cuppari di Alanno è finito ai domiciliari. Incastrato dai carabinieri con le telecamere
ALANNO. Molestava gli studenti dell’istituto Cuppari di Alanno approfittando del suo turno di lavoro notturno. Avvicinava i giovani che dormono nel convitto, li toccava nelle parti intime e chiedeva di essere toccato.
Questa l’accusa mossa nei confronti di un operatore scolastico che i carabinieri della compagnia di Penne hanno arrestato due giorni fa su disposizione del giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio (la richiesta è del pubblico ministero Rosangela Di Stefano). Deve rispondere di violenza sessuale ed è stato sottoposto agli arresti domiciliari ad Alanno, dove vive.
Sono stati gli uomini dell’Arma a smascherarlo e a incastrarlo nel giro di poco, dopo aver ricevuto le segnalazioni sulle presunte condotte anomale dell’uomo. E non c’è stato alcun timore da parte della scuola a fornire ai carabinieri le informazioni raccolte tra gli studenti, che si sono confidati e hanno svelato ciò che avveniva nel convitto al calare del sole.
Il personale dell’istituto, e in particolare la dirigente scolastica Maria Teresa Marsili, ha lanciato l’allarme facendo scattare gli accertamenti, condotti dai carabinieri in maniera rapida e nel massimo riserbo. Riservatezza assoluta anche dopo l’arresto, di cui non è stata data notizia.
L’uomo finito nel mirino non poteva sapere di essere osservato a distanza e si è mosso in maniera indisturbata con i ragazzi, durante i suoi turni di lavoro. Non si è accorto di essere spiato attraverso delle telecamere, fondamentali in casi delicati come questo. E proprio grazie agli occhi elettronici gli uomini dell’Arma hanno raccolto gli elementi per incastrare l’operatore scolastico il cui compito era quello di sorvegliare i ragazzi che trascorrono la notte all’interno del convitto. Proprio su questi giovanissimi, tutti uomini, sia maggiorenni sia minorenni, si sarebbe concentrato l’interesse morboso dell’uomo che si sarebbe spinto fino alle molestie sessuali. Le violenze si sarebbero concretizzate in palpeggiamenti (effettuati e ricevuti), anche se in alcuni casi l’uomo sarebbe stato respinto dalle vittime. Nel momento in cui gli uomini dell’Arma, coordinati dal maggiore Alessandro Albano, hanno messo insieme gli elementi per chiudere le indagini, hanno informato la Procura della Repubblica affinché scattasse un provvedimento nei confronti dell’operatore scolastico. È accaduto tutto nel giro di poco e il ricorso alle telecamere si è rivelato indispensabile esattamente come era avvenuto a ottobre nel 2017 a Pescara, quando una maestra è stata arrestata dai carabinieri per i maltrattamenti, cioè le botte, che avrebbe riservato ai piccoli alunni di una scuola elementare.
L’addetto del Cuppari di Alanno potrà spiegare le sue condotte davanti al giudice, durante l’interrogatorio di garanzia, difeso da un avvocato.
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