Bimba nata morta a Pescara: il giallo del certificato che smentisce l'autopsia

19 Maggio 2014

L’inchiesta sul decesso della neonata all’ospedale: spunta un documento di Ostetricia che smentisce l’autopsia

PESCARA. Emergono nuovi particolari sulla vicenda della bambina nata morta nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. Secondo le prime indicazioni dell’autopsia, al momento del parto, poco dopo la mezzanotte, la bimba di 7 mesi era già morta. Eppure, il certificato redatto dal reparto di Ostetricia attesta, al contrario, che la bimba è nata viva, ma è deceduta poco dopo. Saranno, dunque, necessari approfondimenti per far luce su questo caso e capire cosa è successo.

L’autopsia eseguita all’ospedale di Pescara sulla bimba, partorita dopo 7 mesi di gestazione, indicherebbe infatti l’assenza di malformazioni ma anche il decesso prima del parto, a causa di un precedente, e quindi prematuro, distacco di placenta che avrebbe privato il feto di ossigeno e nutrimento.

Quest’ultima ipotesi dovrà essere corroborata da esami di campioni di placenta prelevati dal medico legale, l’anatomopatologo di Teramo Giuseppe Sciarra. E bisognerà anche capire per quale motivo il certificato del reparto attesti il contrario. Il tutto è materia di un’inchiesta giudiziaria coordinata dal pm Salvatore Campochiaro,

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Il legale dei genitori – la madre è una donna di 38 anni della provincia Teramana – aveva presentato un esposto in procura, per accertare la dinamica dei fatti, chiedendo il sequestro della cartella clinica e l’autopsia.

Di qui, il quesito del pm, che ha affidato l’incarico agli esperti di parte, volto ad accertare eventuali condotte colpose da parte del personale sanitario. Secondo l’avvocato della famiglia, il legale Wania della Vigna, «è necessario arrivare alla verità dopo questa tragedia».

Sabato, in una nota il direttore generale della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, ha spiegato che non esiste alcuna indagine interna nell’ospedale di Pescara per questa vicenda aggiungendo che la situazione, aggravata dal distacco della placenta, era già drammatica. Circostanze confermate anche da Carmine D’Incecco, primario del reparto di Neonatologia dell’ospedale. «Si tratta di episodi imprevedibili», ha spiegato il manager Asl, «da parte dei nostri medici è stato fatto tutto il possibile per salvare la piccola. Abbiamo anche tentato una terapia antishock per rianimare la piccola, ma è stato tutto, purtroppo, inutile».

Giovedì, la madre della piccola, notate delle perdite sospette, aveva raggiunto l’ospedale di Pescara. Si trovava al settimo mese di gravidanza. Dopo alcuni controlli era stata portata in sala parto. Al risveglio dall’anestesia generale, dopo un cesareo, la donna era stata informata di aver perso la bambina.

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