Bimbi con malattie gravi: 620mila euro per curarli

19 Novembre 2021

Contributi ai genitori con figli disabili: la giunta Marsilio approva la delibera I ringraziamenti di Sciarretta (Progetto Noemi): «È un riconoscimento vitale»

Arrivano i contributi economici per il genitore caregiver che assiste minori affetti da una malattia rara e in condizioni di disabilità gravissima. Sono 620mila euro i fondi complessivi erogabili: somme che permetteranno alle famiglie interessate di poter fare affidamento su un importante aiuto per le cure dei figli malati. Un sostegno concreto da parte delle istituzioni per cui arrivano anche i ringraziamenti di Andrea Sciarretta, papà della piccola Noemi e presidente della onlus “Progetto Noemi”: «È un riconoscimento vitale».
LA DELIBERA I soggetti interessati possono presentare la richiesta di contributo esclusivamente per via telematica, compilando la domanda disponibile allo sportello telematico sul sito web della Regione Abruzzo, allegando la documentazione richiesta. Per accedere alla piattaforma è necessario essere in possesso dell’identità digitale Spid. L’intervento vuole favorire il più possibile la permanenza nel proprio domicilio dei minori affetti da una malattia rara che determina una disabilità gravissima, riscontrabile da una condizione di dipendenza vitale per la quale è necessaria un’assistenza domiciliare continua nel corso dell’intera giornata.
I CONTRIBUTI Le somme da assegnare ad ogni nucleo familiare ammesso a finanziamento, sulla base del possesso dei requisiti richiesti e fino alla concorrenza dello stanziamento disponibile, è fissato in 10mila euro. Il contributo è compatibile con altri benefici e servizi fruiti, tranne che con l’assegno disabilità gravissima erogato con le risorse del Fondo nazionale non autosufficienza e con gli interventi a favore dei caregiver familiari. Possono presentare istanza di accesso al contributo economico i genitori conviventi dei minori assistiti, inoccupati o disoccupati, residenti in Abruzzo. Da ieri mattina alle 8 è possibile avanzarle attraverso la piattaforma che resterà aperta fino alla mezzanotte del 17 dicembre.
L’EROGAZIONE La liquidazione dei contributi a favore dei beneficiari è disposta secondo un preciso schema. In particolare il 70 per cento, assegnato in acconto, è erogato successivamente all’approvazione della graduatoria. Il 30 per cento a saldo del contributo assegnato è erogato a seguito della presentazione di una relazione semestrale trasmessa al Servizio regionale competente da parte del Servizio sociale dell’Ambito distrettuale sociale che ha in carico il minore, nella quale si attesti la permanenza dei requisiti che hanno dato luogo alla concessione del contributo stesso (permanenza del minore nella casa familiare, stato di inoccupazione o disoccupazione del genitore beneficiario).
L’IMPORTANZA DEI FONDI «Abbiamo lottato tanto affinché ci fosse la conferma, anche per il 2021, del bando rivolto all’assistente vitale di cura. Un intervento finanziato dal 2015, frutto di lotte intense. Supporre, anche minimamente che esso sia azzerato è impensabile. Si abbandona alla disperazione sociale e sanitaria, centinaia di bambini, familiari che ne fanno affidamento», commenta Sciarretta rimarcando l’importanza di questo stanziamento. «Bambini che necessitano di assistenza altamente specializzata, erogata nella maggior parte dei casi dalla madre. Essa è medico, infermiere, fisioterapista, rianimatore: con abnegazione gestisce un ospedalizzazione domiciliare».
I RINGRAZIAMENTI Sciarretta, quindi, evidenzia che «il Progetto Noemi è di ognuno di noi e dobbiamo continuare il lavoro intrapreso. Si necessita di percorsi dedicati e presa in carico efficace ed efficiente». Il bando nasce nel 2015 con 120mila euro erogati. Oggi la dotazione finanziaria è di 620mila: «È la conferma del coraggio istituzionale. Ringraziamo l’istituzione che si è impegnata a difendere i bisogni assistenziali, sociali dei bambini», continua il presidente della onlus. Quindi l’auspicio: «Siamo certi che nei prossimi mesi si darà vita ad un reparto oggi inesistente in Abruzzo, sbandierato ovunque negli anni ma mai realizzato da alcuno. La terapia intensiva pediatrica. Il Covid ci ha insegnato l’importanza centrale dei reparti di terapia sub intensiva e intensiva. L’ospedale Bambino Gesù si è reso disponibile a formare l’equipe sanitaria», fa sapere Sciarretta. «È un’opportunità unica».