Bimbo di 5 anni molestato sullo scuolabus: 60enne adesso rischia il processo

1 Maggio 2023

I genitori si sono insospettiti di fronte al rifiuto del piccolo a salire sul mezzo E dopo il racconto del figlio, hanno denunciato l’accompagnatore ai carabinieri 

PESCARA. Rischia di finire sotto processo per atti sessuali su un minorenne, l'addetto a uno scuolabus di un piccolo centro della provincia pescarese: un uomo di una sessantina di anni.
A chiedere il rinvio a giudizio è stato il sostituto procuratore Benedetta Salvatore, dopo che sul suo tavolo è arrivata una relazione dei carabinieri del posto che avevano raccolto la denuncia dei genitori della piccola vittima di origine straniera, da qualche mese in Italia. Si tratta di un bambino che frequenta la prima elementare e che, per raggiungere la scuola, utilizzava lo scuolabus dove prestava servizio l’indagato.
Una storia che a fatica i genitori riuscirono a far raccontare al bambino. Tutto è partito dallo strano rifiuto che il bambino opponeva ai genitori la mattina per andare a scuola con quel mezzo. Parlando con calma con il bimbo e facendogli delle domande relative proprio allo scuolabus e a chi era presente durante i tragitti, la coppia sarebbe riuscita a capire il motivo dei timori del piccolo e persino a individuare il presunto responsabile di quelle terribili attenzioni. «Mi ha baciato qui (disse indicando la bocca) e mi ha toccato qui (portando le mani sulle sue parti intime)».
La prima reazione dei genitori è stata quella di rivolgersi a chi giornalmente si occupava del trasporto e quindi alla scuola e lì sono stati invitati a presentare una denuncia, vista la delicatezza del caso. E tanto hanno fatto, rivolgendosi ai carabinieri.
Nel capo di imputazione, il pm sintetizza le accuse contro questo non più giovane molestatore. «Approfittando del suo ruolo di accompagnatore sullo scuolabus», scrive il pm, «con gesti subdoli e repentini e mediante abuso delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della persona offesa, costringeva il bimbo di 5 anni, che usufruiva del predetto servizio, a subire atti sessuali consistiti nel baciarlo sulla bocca, nel toccarlo sui genitali con la propria mano e nel prendere la mano del bambino per farsi toccare a sua volta i genitali».
Una terribile esperienza per quel bimbo che sin dall’inizio ha cercato di non spiegare nulla ai genitori, sicuramente segnato da quelle morbose attenzioni. Invece poi, debitamente assistito nel suo racconto, il bambino nel raccontare tutto è arrivato poi anche a mimare quei movimenti dell’indagato, per spiegare quello che gli era capitato e quindi per far capire ai genitori perché non voleva più salire su quello scuolabus.
I fatti si sarebbero verificati nella primavera dello scorso anno. Adesso la procura, chiusa l'inchiesta, vuole che l’indagato venga processato per rispondere di quelle accuse che ora verranno ripercorse davanti al giudice per l'udienza preliminare.
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