Bimbo giù dal terzo piano, si salva

17 Agosto 2019

Il piccolo, di 5 anni, giocava sul balcone del centro per stranieri di via Napoli. Ricoverato in ospedale

PESCARA. Giocava, si divertiva, salterellava di qua e di là. Poi, all’improvviso, è caduto giù, precipitando a terra probabilmente dal terzo piano. È un miracolo che il bimbo, di 5 anni, sia ancora vivo, anche se è stato necessario portarlo in ospedale e poi ricoverarlo.
L’incidente è avvenuto il giorno di ferragosto in un edificio di via Napoli, a Montesilvano, nel palazzo che ospita lo Sprar, struttura di accoglienza per stranieri. Lì lo ha soccorso il personale del 118 che ha recuperato il piccolo e lo ha portato in ospedale, a Pescara, per una serie di esami: si è temuto il peggio, nella prima parte del pomeriggio, ma con il passare delle ore l’allarme è rientrato. Il bimbo, di origine senegalese, è stato ricoverato inizialmente in Rianimazione e poi ieri è stato trasferito in Chirurgia pediatrica. Nella caduta ha riportato la frattura del femore e di una costola e i medici si sono riservati la prognosi, ma non è in pericolo di vita. Mentre per il bimbetto procedevano gli accertamenti in ospedale e i genitori pregavano per la sua salvezza, profondamente scossi per l’accaduto, i carabinieri della compagnia di Montesilvano hanno subito avviato le indagini per ricostruire i fatti ed accertare eventuali responsabilità.
L’attività degli uomini dell’Arma, coordinati dal tenente Donato Agostinelli, è andata avanti fino a sera, nel giorno di ferragosto e poi è proseguita ieri, sentendo in primo luogo il bambino. Al tenente Agostinelli il piccolo ha subito raccontato di «essere caduto» e poi, con il passare delle ore, ha aggiunto che stava «saltellando sui balconi».
Che sia caduto dall’alto emerge anche dalle immagini del sistema di videosorveglianza della struttura di via Napoli. E sempre le riprese mostrano che prima di precipitare il bambino stava giocando negli spazi vicini al palazzo. Si vede chiaramente che saltellava da una parte all’altra, come se stesse inseguendo la sua ombra.
Ad accorgersi dell’incidente è stata una delle persone che lavorano nello Sprar, stando alla ricostruzione dei carabinieri. La donna ha sentito il bambino che si lamentava, si è affacciata e lo ha visto a terra, con le chiavi di casa a fianco. Andando ad avvisare il padre, la donna ha notato la porta dell’alloggio aperta. Ed è stato accertato che il bimbo, molto vivace e attivo, avrebbe preso le chiavi del padre mentre l’uomo stava dormendo con la figlia più piccola (la madre non era in casa, il pomeriggio del 15). Usando quelle chiavi sarebbe uscito, pur sapendo che era vietato (il padre è solito chiudere a chiave proprio per precauzione), e avrebbe raggiunto lo spazio sotto casa, per divertirsi. Poi, tornando al terzo piano, avrebbe continuato a giocare sul balcone, senza immaginare il pericolo. Ed è precipitato. Ma si tratta solo di una ipotesi su cui continuano a lavorare i carabinieri, per informare la Procura. Intanto i genitori, due persone per bene e ben integrate, continuano a sperare che questa brutta esperienza si concluda presto.