Bimbo morto, l’indagata vuole chiedere perdono

20 Maggio 2022

La donna è disperata: ho cercato di fermare l’auto, non ce l’ho fatta 

L’AQUILA. «Me la sono vista passare avanti, ho provato a fermare la macchina con le mani ma non ci sono riuscita. E ha colpito i bambini rompendo la recinzione».
È sconvolta e non riesce a capacitarsi di come possa essere accaduta una simile tragedia la 38enne di nazionalità bulgara indagata per omicidio e lesioni stradali nell’inchiesta sulla morte del piccolo Tommaso, di 4 anni e il ferimento di altri cinque compagni, travolti da un’auto nell’asilo Primo Maggio dell’Aquila. «Vuole solo chiedere perdono», dice l’avvocato della donna.
PARLA L’INDAGATA. «Mio figlio durante la corsa ha cercato di uscire dalla macchina sbattendo la testa dentro l’abitacolo. Io e tutta la mia famiglia non riusciamo a darci pace, questa tragedia ci segnerà per la vita. Siamo sconvolti e addolorati».
Verso le 14.30 di mercoledì la donna è entrata con una Volkswagen Passat nel piazzale della scuola di via Salaria Antica Est, nella zona di Pile. Ha parcheggiato in cima a una discesa lasciando all’interno il figlio maggiore di 11 anni e mezzo per andare a riprendere le sorelline, due gemelle di 5 anni, anche loro adesso sotto choc per quanto è accaduto.
Il ragazzino è stato ascoltato a lungo dalla Squadra mobile dell’Aquila, in presenza di una psicologa. «Non ricorda molto», dice il legale di famiglia, Francesco Valentini, «era sconvolto e nell’incidente ha battuto la testa».
Alcuni testimoni lo avrebbero visto al posto di guida, durante la discesa, mentre tentava di sterzare. Subito dopo il tragico incidente il ragazzino è sceso dall’auto in preda al panico. Chi era sul posto ha cercato di tranquillizzarlo facendolo sedere su una sedia poco distante dai bimbi investiti, mentre accorrevano soccorritori, genitori e i residenti del quartiere. Era un via vai di ambulanze. Sirene, paura e speranza in un pomeriggio tragico. Ora si attende l’interrogatorio della madre che comparirà davanti al pubblico ministero Stefano Gallo.
NON SI DANNO PACE. «Marito e moglie non riescono a darsi pace», prosegue l’avvocato.
«È una tragedia nella tragedia. È un insieme di colpa e circostanze sfortunate e fortuite per una donna che ogni giorno faceva questi movimenti. È una famiglia visibilmente provata, la signora non sa come comportarsi, non sa quale sia la cosa giusta da fare: chiede scusa e lo farà formalmente quando ci sarà la possibilità e qualora le altre famiglie lo volessero».
Quanto all’inchiesta Valentini conclude, «ci difenderemo dalla accusa di omicidio stradale (la donna è indagata anche per lesioni stradali ndr). Aspettiamo le risultanze tecniche dei vari esami prima di fare una analisi. Bisogna riflettere anche sul fatto che la macchina si sia spostata dopo alcuni minuti e che abbia finito la sua corsa rompendo la recinzione che non era ancorata al muretto».
«vogliamo seppellirlo». La famiglia di Tommaso, la piccola vittima di questa immane tragedia, si è chiusa nel dolore. Mamma Alessia Angelone e papà Patrizio D’Agostino sperano di procedere il prima possibile alla sepoltura del loro unico figlio di appena 4 anni. «Speriamo di alleggerire il dolore dei familiari», spiegano gli avvocati della famiglia della vittima, Tommaso Colella e Katiuscia Romano, «la procura dell’Aquila è scrupolosa», concludono i legali, «non abbiamo dubbi che verrà fatto quanto è necessario fare».
LA DOPPIA INCHIESTA . L’inchiesta condotta dalla Squadra Mobile, coordinata da Danilo Di Laura, procede su due distinti filoni. In primo luogo si dovrà accertare se l’auto è stata parcheggiata con il freno a mano inserito. La Passat in questione è dotata di un freno a mano a pulsante. Si tratta un bottone legato al sistema elettronico rilevabile dalla centralina. Sarà la perizia tecnica affidata al geometra Cristiano Ruggeri a chiarire se il freno a mano era inserito, se l’auto è stata sfrenata dal ragazzino che era a bordo oppure se si è tratto di un guasto meccanico. Il mezzo è stato rimosso l’altra sera e posto sotto sequestro.
Ma c’è anche un secondo filone d’inchiesta che riguarda gli standard di sicurezza della scuola. In particolare gli inquirenti dovranno accertare se la stradina in discesa, lungo la quale si è sfrenata, l’auto fosse destinata a parcheggio e se il cortile fosse delimitato in maniera sicura, visto che la Passat piombata sui bambini ha abbattuto la recinzione di ferro con troppa facilità. In altre parole: bisogna valutare se la scuola fosse a norma oppure no. L’edificio scolastico è di proprietà del Comune dell'Aquila. La gestione è mista: al piano terra c’è il nido di cui è responsabile l’amministrazione comunale, mentre nel seminterrato c’è la materna la cui competenza è dell’istituto comprensivo “Mazzini”. Di conseguenza, anche i piani di sicurezza sono due e distinti.
Intanto oggi sulla piccola vittima verranno eseguiti gli accertamenti medico legali da parte dell’anatomopatologo Giuseppe Calvisi. Si cerca di evitare l’autopsia.
alunni TRASFERITI. I bambini del nido “Primo Maggio”, fino ai tre anni di età, termineranno le attività didattiche nel modulo a uso scolastico provvisorio che in passato ha ospitato l’asilo nido “Il Viale” in via Ficara. Tecnici e operai del Comune dell’Aquila stanno procedendo al trasloco dei mobili e di tutti i materiali utilizzati per lo svolgimento delle lezioni e, contestualmente, sono in corso le operazioni di igienizzazione e verifica delle utenze della struttura situata nei pressi dell’ospedale San Salvatore. «Entro martedì la sede di via Ficara sarà pronta», spiega il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Gli alunni della scuola dell’infanzia, di età compresa tra 3 e 6 anni, saranno invece trasferiti in un altro plesso dell’istituto comprensivo “Mazzini”.
La decisione di dislocare quanti frequentano il plesso in via Salaria Antica Est in altri siti, con il parere positivo della procura che ha posto sotto sequestro l’area dell’incidente, è stata adottata affinché bimbi e insegnanti possano concludere l’anno scolastico in un luogo che non richiami quotidianamente a una tragedia collettiva. L’Ordine degli Psicologi d’Abruzzo e l’associazione vittime incidenti stradali si sono messi a disposizione dei piccoli.
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