Biometano, c’è anche il no del Consiglio di Penne

Votata all’unanimità la mozione del sindaco Semproni contro l’impianto a Loreto «Un tale insediamento riguarda l’intero bacino fluviale della valle del Tavo»
PENNE. Il consiglio comunale di Penne ha votato all’unanimità una mozione contro l’impianto a biometano a Loreto Aprutino e, in generale, nel territorio dell’area vestina.
Una presa di posizione forte, chiara, e senza tanti giri di parole, contro l’impianto che sarebbe dovuto nascere nelle campagne di Castelluccio, a Loreto Aprutino, a circa 200 metri dalla vigna che nel 1968 inaugurò la prima bottiglia di Montepulciano doc, e a poca distanza dal terreno dove è nata la prima Dop dell’olio riconosciuta in Italia.
Dopo la forte protesta del compattissimo comitato “Difendiamo Loreto”, che in pochi giorni ha raccolto oltre 1200 firme, l’ipotesi della società Make Energy Srl di realizzare un impianto a biometano da 62mila tonnellate di rifiuti misti, a Loreto Aprutino, è stata respinta anche dall’amministrazione del sindaco Gabriele Starinieri, che ha allegato al suo no la petizione del comitato guidato dai colossi della filiera agricola loretese.
«Il territorio vestino ha una vocazione esclusivamente agricola e quindi basata su un’economia verde», approva il consiglio comunale di Penne. «È necessario che l’amministrazione comunale, attraverso gli uffici preposti, possibilmente coadiuvati da competenze esterne, approfondiscano ogni aspetto della vicenda al fine di predisporre gli atti utili a contrastare, nelle previste conferenze dei servizi e in qualunque altra sede, l’insediamento di impianti di trattamento di rifiuti assolutamente incompatibili con la capacità del territorio di ospitarli. L’installazione di un insediamento del genere», ha ribadito il consiglio comunale di Penne, «non può riguardare un singolo territorio comunale, bensì l’intero bacino fluviale della Valle del Tavo, sia perché il trasporto del materiale organico interessa tutto il territorio vestino, sia perché l’eventuale ricaduta potrebbe avere effetti negativi sul marketing territoriale dei prodotti di qualità coltivati e prodotti nell’area vestina: tra questi il vino, l’olio, il farro, il tondino del tavo e le altre eccellenze».
Il consiglio comunale di Penne, su mozione proposta dal sindaco Mario Semproni, ha così dato mandato al primo cittadino del capoluogo vestino e alla giunta di «avviare ogni iniziativa amministrativa e politica, possibilmente in modo coordinato con altri Comuni, con il comitato di gestione della Riserva regionale “Lago di Penne” e associazioni professionali del settore agroalimentare, per rappresentare nelle sedi istituzionali della Regione Abruzzo, la indifferibile necessità di tutela delle comunità locali rispetto a questo tema».
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