Bivacchi a Villa Delfico L’Europa non finanzia il progetto di recupero

Montesilvano, la storica dimora da anni nell’abbandono L’assessore Cozzi: «Proporrò di stanziare fondi nostri»
MONTESILVANO. Il progetto c’è, e la città avrebbe bisogno di riappropriarsi di quello spazio fra la statale 16 Adriatica e via Loira, alle spalle della strada parco. A mancare è quel milione di euro che i tecnici stimano necessario per il recupero di Villa Delfico. E così l’imponente edificio di Montesilvano, resta nell’abbandono.
Era il 1888 quando il venticinquenne Gabriele D’Annunzio, passeggiando sulla spiaggia, sperava di incontrare Vinca Delfino de Filippis, appena più giovane di lui. La ragazza viveva in quella villa con la sua famiglia. Il padre, il conte Filippo, era un discendente del filosofo illuminista Melchiorre Delfico.
Ora, a distanza di 129 anni dal sogno giovanile del Vate, l’edificio è completamente ammalorato. Fa ancora più rabbia l’idea che il progetto di recupero, elaborato all’epoca della giunta Cordoma, abbia vinto un concorso internazionale. L’Europa, infatti, ha ritenuto meritevole quel progetto, ma abbastanza da stanziare il denaro che servirebbe per recuperare la storica dimora. Il progetto di ristrutturazione prevede un atteggiamento «di massima conservazione delle caratteristiche architettoniche e materiche, nonostante, al momento, non gravi sulla villa alcun vincolo di carattere paesaggistico, ambientale o culturale».
Le varie amministrazioni che si sono susseguite da Cordoma in poi, compresa quella attuale guidata dal sindaco Francesco Maragno, vorrebbero spostare nella villa la Scuola di musica di Montesilvano. Tant’è che nel famoso progetto che tanto è piaciuto all’Europa, sono previste aule didattiche per lezioni di musica, spazi per l’ascolto ma anche ambienti di accoglienza, direzione e segreteria. Anche il parco circostante potrebbe prestarsi a ospitare concerti all’aperto, soprattutto nel periodo estivo. Il seminterrato rappresenta la parte più compromessa, a causa delle infiltrazioni di acqua proveniente dal terreno, e per via di parti strutturali crollate, le stesse che sorreggevano il solaio.
E, nonostante tutto, periodicamente qualche disperato elegge il rudere a sua dimora, ignaro dei fasti dei tempi che furono.
«Abbiamo partecipato a un bando», dice l’assessore Valter Cozzi, «che purtroppo non è andato a buon fine. Il progetto è stato valutato positivamente, ma siccome i fondi a disposizione erano limitati non è stata finanziata l’opera di recupero. Entro fine anno, comunque», assicura Cozzi, «intendiamo prendere una decisione per dare una sistemazione a Villa Delfico. È mia intenzione proporre all’attenzione del consiglio comunale la possibilità di uno stanziamento, con fondi nostri, per riconsegnare alla città un immobile che fa parte della storia di Montesilvano. Un edificio importante, al di là della sua valenza storica, per la sua posizione strategica. Penso, ad esempio, a un centro per ospitare donne che versano in condizioni di difficoltà, o anziani»: Insomma, le idee ci sono. Mancano i soldi.
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