Blasioli: asili a Pescara, il 45% dei bambini resta fuori

3 Giugno 2014

PESCARA. «È un’eredità pesantissima quella che Mascia ci lascia negli asili comunali». Lo afferma Antonio Blasioli, consigliere comunale del Pd rieletto lo scorso 25 maggio. «L’asilo nido il Bruco...

PESCARA. «È un’eredità pesantissima quella che Mascia ci lascia negli asili comunali». Lo afferma Antonio Blasioli, consigliere comunale del Pd rieletto lo scorso 25 maggio.

«L’asilo nido il Bruco di via Rigopiano, infatti», spiega Blasioli, «probabilmente non riaprirà i battenti a causa della mancanza di fondi: manca la previsione finanziaria pluriennale che di fatto blocca il bando per l’assegnazione dell’asilo (affidato all’esterno tre anni fa). L’affidamento è scaduto e dato che nel piano triennale 2014-2017 mancano i 700mila euro necessari sarà impossibile far partire il bando. Ma a causa di questa amministrazione, altri 6 asili gestiti direttamente dal Comune rischiano grosso. Le educatrici comunali sono in numero molto ridotto rispetto alle esigenze, basti pensare che nell’asilo di Zanni (appena ristrutturato) il numero delle educatrici permette la frequenza a trenta bambini a fronte dei 60 possibili per quella struttura, e come se non bastasse l’età media delle educatrici è elevatissima, compresa tra i 55 e 60 anni. Sono poche le educatrici giovani a testimonianza delle poche assunzioni e con le inidoneità di alcune dipendenti ed il pensionamento di altre il Comune rischia di dover chiudere uno dei 6 asili comunali e/o di trasformarne due ad orario ridotto».

«La nuova legislazione», afferma il consigliere del Pd, «non permette più l’assunzione di supplenti a tempo determinato, che comunque pesavano sul bilancio comunale più delle educatrici di ruolo. In questa situazione il Comune di Pescara non ha previsto posti per le educatrici nel piano occupazionale, privilegiando altri profili. Tutto questo avviene a causa della disorganizzazione della passata amministrazione, in una situazione in cui i posti negli asili pubblici sono limitati e negli asili privati la retta è un salasso che le famiglie non possono permettersi».

A Pescara, sostiene ancora Blasioli, solo 226 bambini sono stati accolti negli asili comunali: «Ne sono rimasti fuori 185, ovvero il 45% dei richiedenti».

«Mandare i figli all’asilo è sempre di più un lusso ed è quindi nostro dovere guardare oltre. Un’alternativa potrebbe essere la Tagesmutter. E’ un istituto di origine tedesca e prevede che i bimbi vengano portati in asili domiciliari in cui c’è una signora che con una idonea formazione si occupi dei bambini. Il vantaggio è di averli sempre vicino casa o al posto di lavoro, lasciati a persone fidate che controllano non più di pochi bambini, di liberare le mamme e nello stesso tempo», conclude Blasioli, «di dare lavoro a chi si sente portato per questa attività.

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