Bloccati gli specialisti dei furti d’auto

4 Ottobre 2017

Tre uomini di Cerignola si aggiravano di notte in via Vespucci con materiale da scasso e centraline per rubare veicoli

PESCARA. Sono arrivati a Pescara da Cerignola, in provincia di Foggia. Ed erano “armati” di arnesi da scasso e due centraline, come quelle usate dai ladri di auto. Probabilmente nel giro di poco avrebbero messo a segno dei furti, con quel materiale. Ma i carabinieri li hanno bloccati prima che fosse troppo tardi e hanno sequestrato tutto, denunciando i tre pugliesi, tutti già noti alle forze dell’ordine.
È il bilancio di un controllo effettuato nella notte tra domenica e lunedì, attorno alle 3, in via Vespucci dagli uomini del Nucleo operativo e radiomobile, impegnati in un servizio di prevenzione organizzato in occasione del week end, quando il numero delle presenze serali in città aumenta in maniera considerevole.
I tre foggiani, che hanno 49, 24 e 25 anni, sono stati notati su una Fiat Stilo grigia. Si muovevano nella zona in modo sospetto per cui i militari hanno imposto l’alt per identificare gli occupanti ma il conducente ha ignorato l’ordine e ha ingranato la marcia, tentando la fuga. Dopo un brevissimo inseguimento il terzetto è stato fermato e controllato e l’auto è stata perquisita. È emerso subito chiaramente che i tre non fossero arrivati qui per motivi di svago. Nell’auto, infatti, avevano cesoia, cacciaviti, pinze e chiavi inglesi, cioè il kit da lavoro dei ladri. I carabinieri, spiegano il tenente Antonio Di Dalmazi e il luogotenente Giuseppe Minichilli ricostruendo l’operazione, si sono quindi insospettiti e hanno proseguito il controllo non solo nel portabagagli ma anche nel vano motore. E lì hanno trovato un nascondiglio. Nella zona sotto al cofano che dà sul portaoggetti c'erano due centraline per auto e una chiave gialla. Sarà complicato risalire alla provenienza delle centraline perché non avevano più né il codice né la targhetta ma per gli uomini dell’Arma, agli ordini del maggiore Claudio Scarponi, è chiaro l’utilizzo che ne sarebbe stato fatto.
Le centraline di cui si servono i ladri, che sono modificate, vengono usate per sostituire le originali. Una volta montate sul veicolo da rubare consentono di rendere inefficace ogni sistema di sicurezza, in modo da far sparire il veicolo senza troppa difficoltà. Furti di questo genere sono stati effettuati anche in provincia di Pescara, in passato, e le forze dell’ordine sono risalite in diverse occasioni alle bande responsabili, che spesso hanno la propria sede operativa in Puglia, dove i mezzi vengono smontati per la vendita dei singoli pezzi. Nei mesi scorsi un magazzino di pezzi di auto rubate è stato individuato a Montesilvano, proprio dai carabinieri.
Quello dell’altra notte è solo l’ultimo caso di quel «pendolarismo criminale» già registrato in altre occasioni per i furti d'auto, fa notare Scarponi. E ricorda che un altro tipo di pendolari ha scelto spesso Pescara, cioè i ladri in arrivo «dai campi rom», che si occupano di furti in casa. Anche per via della posizione geografica questa zona «subisce l’importazione di criminalità da alcune regioni confinanti» e l’ultima operazione ne è la dimostrazione. Le indagini proseguono perché si punta a scoprire che fine avrebbero fatto le due centraline sequestrate cioè a che tipo di auto sarebbero state applicate. Tra i risultati dei controlli del fine settimana anche due arresti per evasione dagli arresti domiciliari.
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