Bloccati i 138mila euro donati al piccolo Samuel

11 Maggio 2018

Chieti, ha perso i genitori morti nell’hotel devastato sedici mesi fa dalla valanga Ma il Comune di Osimo non ha versato la somma raccolta con la solidarietà 

CHIETI. All’Inps, che provvede a erogargli la pensione del papà, oppure al Ministero dell’Interno, che gli versa la borsa di studio, non importa se il tutore del piccolo Samuel sia provvisorio o definitivo perché il “conto corrente pupillare”, dove affluiscono donazioni e rendite del bimbo sopravvissuto alla tragedia di Rigopiano, è gestito da un giudice del tribunale di Chieti. Ma non è così per il Comune di Osimo che invece ha deciso di trattenersi la somma delle donazioni. E’ una storia che va avanti da nove mesi.
CHE COSA C’E’ DIETRO. Una storia dietro la quale, forse, si celano l’ostinazione su un cavillo di legge e uno scontro politico nella cittadina marchigiana. Così restano bloccati i 138mila euro donati al bambino rimasto orfano del papà poliziotto, Dino Di Michelangelo e della mamma negoziante, Marina Serraiocco, entrambi di Chieti anche se vivevano e lavoravano nelle Marche.
«LASCIATELO SERENO». Samuel ha 8 anni e vive a Chieti. È lo zio Alessandro Di Michelangelo, poliziotto come il fratello Dino, il suo tutore provvisorio, nominato dai giudici marchigiani e confermato dal Tribunale teatino che ora si occupa del caso. Sono trascorsi quasi sedici mesi da quel maledetto 18 gennaio del 2017 quando la valanga ha spazzato via il resort di Rigopiano uccidendo 29 persone. «Samuel ha solo bisogno di serenità», dice lo zio che aggiunge: «Ma io non so che cosa stia accadendo a Osimo».
LO SCONTRO. A Osimo la vicenda è finita al centro di un braccio di ferro politico tra maggioranza e opposizione in Comune. A sollevare il caso dei fondi congelati è stata una consigliera di minoranza, Maria Grazia Mariani, alla quale il capogruppo di maggioranza, Giorgio Campanari, pochi giorni fa ha ribadito la posizione del Comune e del sindaco, Simone Pugnaloni: «I soldi, circa 138mila euro», ha detto l'esponente del Pd, «verranno consegnati al bambino quando il giudice del Tribunale di Chieti nominerà il tutore definitivo». Secondo i quotidiani marchigiani, inoltre, alle lettere del Comune di Osimo non sarebbe pervenuta nessuna risposta da parte del magistrato di Chieti. E nel frattempo la consigliera Mariani solleva anche il timore che la donazione, destinata al piccolo, rischia di essere aggredita da potenziali creditori del Comune perché «non è inserita tra le somme di bilancio non soggette a pignoramento», vanificando così la lodevole iniziativa di solidarietà lanciata, a giugno del 2017, dallo stesso sindaco. Ma torniamo in Abruzzo.
PARLA LO ZIO ALESSANDRO. «Non riescono a spiegarmi perché il Comune Osimo non sblocca la somma mentre l’Inps, dopo aver ottenuto la certezza della nomina di un giudice tutelare, ha subito versato la pensione di mio fratello nel conto pupillare gestito dal tribunale. Così ha fatto anche il Ministero dell’Interno. Ci tengo a sottolineare che il tutore provvisorio non ha la possibilità di accedere al conto senza che ci sia una dettagliata richiesta al tribunale e quindi il via libera del giudice».
TUTTO DOCUMENTATO. «Ogni giorno, come tutore», continua lo zio di Samuel, «documento tutto ciò che faccio in favore di mio nipote informando scrupolosamente il Tribunale. Ho naturalmente rinunciato alle provvigioni che spettano ai tutori perché il mio vincolo è solo affettivo. Tutto ciò che faccio è per amore di Samuel. Voglio che lui viva in serenità come gli altri bambini salvati a Rigopiano. E non ho alcuna intenzione di sollevare polemiche con il Comune di Osimo come ho detto anche al giornalista di Studio Aperto che me lo ha chiesto».
SENZA ALCUN PROBLEMA. «Il sindaco di Osimo sa quel che fa», conclude lo zio Alessandro, «è un professionista e se sta decidendo così è perché avrà certamente un ufficio legale alle spalle che lo consiglia su come comportarsi. L’unica cosa che posso dire è che altri istituti, o apparati dello Stato, si stanno comportando diversamente. Senza alcun problema».
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