Bloccato il furgone con gli endoscopi

18 Settembre 2018

Apparecchi verso l’ospedale di Pescara, scatta il presidio e arrivano i carabinieri. La Asl: «Oggi tornano al San Massimo»

PENNE. Una cinquantina di manifestanti dell’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne”, nel primo pomeriggio di ieri, ha manifestato dinanzi all’ingresso dell’ospedale San Massimo di Penne. Dalle 15 hanno bloccato per un’ora buona il passaggio del mezzo inviato dalla Asl di Pescara per portare dal San Massimo di Penne all’ospedale Santo Spirito di Pescara un duodenoscopio e due ecoendoscopi. È stato necessario l’intervento dei carabinieri della compagnia di Penne per convincere i manifestanti a lasciare libero il passaggio del mezzo.
L’avvocatessa Natalia Morricone e il presidente dell’associazione di protesta, Nicola Spoltore, ha ottenuto assicurazioni telefoniche anche dal direttore sanitario, Rossano Di Luzio, sul ritorno delle strumentazioni a Penne. «Servono per un intervento che deve essere effettuato domani (oggi) e nel pomeriggio faranno ritorno a Penne. D’ora in avanti le apparecchiature faranno spola tra gli ospedali di Penne e Pescara a seconda delle esigenze», ha rassicurato telefonicamente Di Luzio ai rappresentanti dei manifestanti.
«Come amministrazione comunale abbiamo invitato il general manager della Asl di Pescara a non martorizzare ulteriormente il nostro ospedale», ha detto il sindaco Mario Semproni, presente al presidio di protesta. «La gastroenterologia rappresenta un fiore all’occhiello e mantiene in vita il nostro ospedale. Sarebbe più opportuno indirizzare i pazienti che necessitano di tali indagini specifiche presso il presidio pennese», ha detto ancora il sindaco. «Non consentiremo più a nessuno di rubarci la serenità e il diritto alla salute», ha tuonato il presidente di Salviamo l’ospedale, Spoltore. «Certi che la soluzione arriverà molto presto, vigileremo affinché le attrezzature che oggi saranno prestate a Pescara, torneranno a Penne con la velocità della luce. Altrimenti, con meno fair play rispetto ad oggi, ce le andremo a riprendere». Domani una delegazione di manifestanti aspetterà che le apparecchiature, una delle quali donata anni fa dall’associazione Santa Rita alla Gastroenterologia di Penne, facciano ritorno al San Massimo. Gastroenterologia di Penne che, sulla base del riordino sanitario stabilito, da unità operativa semplice dipartimentale, quindi con una sua autonomia, è adesso sotto il controllo dell’unità operativa complessa di Pescara. A far infuriare il popolo vestino è che da sempre la Gastroenterologia pennese si è dimostrata di grande livello. Il timore è che il passaggio delle apparecchiature da Penne a Pescara possa nel tempo diventare una spiacevole costante e trasformarsi nell’ennesimo impoverimento del San Massimo. Il comitato ha fatto sapere che anche questa azione della Asl sarà inserita nel dossier che l’associazione ha intenzione di inviare nell’esposto da presentare alla Procura della Repubblica.