Bloccato il licenziamento di 19 vigili urbani

21 Febbraio 2021

Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar che ha annullato il concorso, il 18 marzo altra udienza

PESCARA. Stop al licenziamento di 19 vigili urbani assunti dopo il concorso che si è svolto a fine 2019. Ieri il Consiglio di Stato ha emesso un decreto che sospende l’esecutività della sentenza del Tar, del 28 gennaio scorso, che aveva annullato la procedura concorsuale, a partire dallo svolgimento e dall’esito delle prove, nonché la relativa graduatoria con i vincitori. Graduatoria poi utilizzata dal Comune per assumere 22 nuovi agenti (successivamente diventati 19 per alcune rinunce) con contratti a tempo determinato della durata di un anno.
Si tratta, tuttavia, di una decisione provvisoria da parte dei giudici del Consiglio di Stato che torneranno a riunirsi per entrare nel merito il prossimo 18 marzo.
Ma questo decreto avrà comunque un effetto importante, cioè permetterà al dirigente del settore Risorse umane del Comune Fabio Zuccarini di revocare la sua determina, emanata il 10 febbraio scorso, con cui aveva disposto, rispettando la sentenza del Tar, il licenziamento dei 19 vigili urbani per la graduatoria annullata. Dunque, gli agenti assunti per un anno resteranno in servizio, in attesa della decisione del Consiglio di Stato.
Si tratta dell’ennesimo capitolo di una battaglia legale che va avanti da gennaio dell’anno scorso, da quando cioè 9 candidati bocciati alle prove, difesi dagli avvocati Cesidio Buccilli e Marcello Angelo Di Iorio, avevano presentato ricorso al Tar per contestare la violazione di alcune norme per garantire il corretto svolgimento degli esami. Il tribunale amministrativo aveva riconosciuto la violazione del principio dell’anonimato nei confronti dei candidati durante il compito scritto a causa dell’utilizzo di un codice di quattro cifre facilmente riconoscibile dai commissari d’esame. Per questo i giudici avevano accolto la richiesta dei ricorrenti e avevano sospeso l’efficacia della prova scritta, obbligando l’amministrazione comunale a ripetere l’esame con una commissione di diversa composizione.
Successivamente però, nel mese di maggio, era intervenuto anche il Consiglio di Stato, in base al ricorso di alcuni candidati vincitori, il quale con un decreto aveva annullato l’ordinanza, a causa della mancanza di un contraddittorio con altri partecipanti al concorso, invitando poi il Tar a pronunciarsi di nuovo.
Il 28 gennaio scorso, i giudici del tribunale amministrativo hanno emesso una nuova sentenza che ha confermato in gran parte il precedente pronunciamento. Sei candidati vincitori del concorso, difesi dall’avvocato Tommaso Marchese, hanno infine fatto ancora ricorso e il Consiglio di Stato ieri ha accolto l’istanza, sospendendo l’esecutività della sentenza del Tar e quindi i licenziamenti, che sarebbero dovuti scattare dal primo marzo.(a.ben.)
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