Bloccato lo scambio di un chilo di cocaina Tre uomini arrestati

19 Marzo 2016

PESCARA. L’intervento dei carabinieri ha fatto sfumare, giovedì pomeriggio, un affare di droga da 14mila euro, che si sarebbe concluso nel giro di pochi minuti vicino all’università. Il personale del...

PESCARA. L’intervento dei carabinieri ha fatto sfumare, giovedì pomeriggio, un affare di droga da 14mila euro, che si sarebbe concluso nel giro di pochi minuti vicino all’università. Il personale del Nucleo investigativo ha bloccato tre uomini di origine albanese, di cui uno residente a Pescara e gli altri due arrivati da fuori e, dopo una perquisizione, li hanno arrestati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, avendo oltre un chilo di cocaina. Per tutti e tre si sono aperte le porte del carcere.

I carabinieri, coordinati dal maggiore Massimiliano Di Pietro, si sono insospettiti vedendo i tre che si aggiravano tra l’università e il McDonald’s. Hanno notato uno di loro, Klejdi Abdyli, un 26enne di origine albanese che vive a Pescara, in bici. A poca distanza c’erano gli altri due, Armando Mamutllari, 31 anni, e Jurgen Sokoli, 20 anni. Tra i tre c’è stato lo scambio di un trolley e a quel punto gli uomini dell’Arma sono intervenuti e hanno bloccato il terzetto, avviando una perquisizione personale e domiciliare. Nel trolley c’erano 14mila euro, avvolti nel cellophane, e per andare a fondo è stata raggiunta l’abitazione di Abdyli, in via della Bonifica, e lì i carabinieri hanno trovato la droga, nascosta in un vano ricavato nell’armadio della camera da letto. Si tratta di un chilo e cento grammi di cocaina pura il cui valore, sul mercato finale, è di circa centomila euro.

Per gli uomini del Nucleo investigativo, Abdyli avrebbe ricevuto la droga dai due corrieri, arrivati da una località al momento ignota. E, dopo aver sistemato il carico a casa, avrebbe raggiunto nuovamente i due per il pagamento del dovuto. Lo scambio, quindi, sarebbe avvenuto in momenti diversi, e per un’operazione così delicata sarebbe stata scelta una zona strategica, dove però l’attenzione dell’Arma si è alzata. Nel corso del controllo è stata sottoposta a sequestro una moto, una Suzuki Gsxr 1000, a disposizione di Abdyli (difeso dall’avvocato Carlo Di Mascio), che l’altro giorno era parcheggiata nel punto in cui è avvenuto il blitz.

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