Bollette dell’acqua non pagate Stangata per centinaia di utenti

L’Aca sta inviando solleciti per fatture che però non sono mai state recapitate alle famiglie pescaresi Il consigliere Pignoli: «Si rischia lo stop all’erogazione, faremo ricorso». L’azienda: forse un disguido
PESCARA. In questi giorni, diverse famiglie pescaresi stanno ricevendo solleciti di pagamento da parte dell’Aca per decine o per centinaia di euro. Viene richiesto il pagamento immediato, altrimenti si rischia la sospensione dell’erogazione dell’acqua. Ma le bollette con gli importi da versare a febbraio non sarebbero mai state recapitate. Una beffa per centinaia di utenti, denunciata ieri dal capogruppo dell’Udc in Comune Massimiliano Pignoli e dall’avvocato Antonio Di Monte.
«Migliaia di cittadini», ha spiegato Pignoli, «stanno ricevendo raccomandate con le ingiunzioni di pagamento per bollette mai notificate prima. Mi riferisco ad emissioni di febbraio con scadenza aprile. In questi giorni, ho ricevuto numerose telefonate di cittadini che si sono visti recapitare queste raccomandate». In sostanza, l’Aca sostiene di aver inviato le fatture e di non aver ricevuto da parte degli utenti il pagamento richiesto per i consumi idrici dello scorso anno. Così ora sono partiti i solleciti, dopodiché in caso di mancato versamento partiranno le ingiunzioni e, infine, la sospensione dell’erogazione idrica.
«Se una persona, visto che siamo a luglio, è partita per le vacanze», ha affermato il capogruppo, «e quindi non ha ricevuto la raccomandata che cosa succede? Vogliamo capire che cosa è accaduto e perché sta avvenendo questo disguido. Chi è interessato può recarsi al nostro gruppo consiliare, al secondo piano del Comune, per avere delucidazioni in merito e trovare una soluzione insieme all’avvocato».
«Secondo me si potrebbe procedere in alcuni passaggi», ha fatto presente l’avvocato Di Monte, «primo, chiamare l’Aca e invitarla a ritornare sui propri passi, ma anche capire se questi solleciti sono corretti. Poi, si potrebbe procedere con un’azione inibitoria collettiva, ma dopo una diffida bonaria all’Aca per chiedere lumi su queste raccomandate».
Ad ipotizzare qualche disguido è stato ieri il consigliere di amministrazione dell’Aca Pierpaolo Canzano. «Il ciclo di fatturazione è questo», ha precisato, «arriva la fattura che deve essere saldata entro 45 giorni. Se non si paga, dopo 30-40 giorni si fa il primo sollecito per raccomandata. Se questo viene ignorato, parte il secondo sollecito con il preavviso di distacco. Che non arrivi a qualcuno la fattura è fisiologico, può succedere. Impossibile che ci sia stato un errore da parte dall’Aca perché la fattura viene generata dal software e lo stampatore imbusta, più probabile invece un disguido da parte di chi consegna la posta. Comunque, farò una verifica lunedì (domani, ndr)».

