Bollette e spesa: raddoppiate le richieste di aiuto delle famiglie

Bilancio della Croce Rossa: da giugno sono passate da 300 a 660 le persone assistite dai volontari Il presidente Desiderio: «Sono nuclei fino a pochi mesi fa monoreddito, che hanno perso il lavoro»
PESCARA. Crescono, le richieste di aiuto alla Croce Rossa di Pescara. E crescono con un ritmo preoccupante. Il Covid ha sconvolto l’esistenza di molte famiglie, cancellando all’improvviso un numero preoccupante di posti di lavoro e, insieme, la serenità di chi non ha più uno stipendio sicuro a fine mese. E quando non si sa cosa portare in tavola ci si trova a bussare, tra l'altro, alla porta della Croce Rossa, guidata da Gianluca Desiderio.
C’è un dato, che racconta cosa sia accaduto in pochi mesi in città sul fronte dell'emergenza sociale scatenata dall’emergenza sanitaria, ed è il dato dei pacchi di Natale che la Croce Rossa di Pescara sta distribuendo da qualche giorno. «Regolarmente, cioè una volta a settimana», spiega Fabio Nieddu, vice presidente della Croce Rossa del capoluogo adriatico, «aiutiamo 90 famiglie che si rivolgono alla Croce Rossa per avere un aiuto, ad esempio il pagamento delle bollette o prodotti alimentari. E, ovviamente, a queste famiglie, composte da circa 300 persone, va anche il nostro pacco di Natale». Ma il Covid-19 ha cambiato i numeri dell'assistenza. Con il servizio “Emergenzialmente”, che riguarda chi non era assistito abitualmente dalla Cri ma si è inserito per via della pandemia, le richieste di aiuto si sono moltiplicate. «Da giugno ad oggi abbiamo 360 persone in più da seguire» per cui, se prima ci si attestava sulle 300 unità ora si è arrivati a 660, quindi più del doppio in sei mesi. Anche a loro andranno i pacchi natalizi, un dono pensato e realizzato dalla Croce Rossa per assicurare un po’ di serenità nei giorni di festa con i prodotti tipici di questo periodo. Nei pacchi sono stati inseriti pasta, latte, biscotti, legumi, passata di pomodoro, farina, zucchero e poi il panettone della Cri, olio extravergine di oliva, caffè, torroncini, cioccolata e confettura». Un pacco di alimenti di prima necessità, ma anche di dolcezza, che dimostra il grande cuore dei volontari della Croce Rossa e di tutti coloro che aiutano la Cri a realizzare questi progetti.
«Il nostro ringraziamento», dice Nieddu, «va a chi ha avuto la sensibilità di sostenerci» e, tra i tanti, «ci sono anche persone normalissime», ad esempio i giovani che si privano di quel poco che hanno «magari regalandoci anche solo una scatola di tonno, durante le raccolte che realizziamo nei supermercati. E questo dimostra che c’è una forte coscienza sociale. Ma ci chiediamo cosa accadrà nel 2021, perché se il ritmo di espansione del disagio sociale resta lo stesso, la situazione rischia di diventare ingestibile. C’è da augurarsi che i numeri rientrino».
Guardando gli ultimi mesi, emerge chiaramente che «rispetto al periodo del lockdown le famiglie in emergenza sono aumentate, e se prima non avevano bisogno di assistenza, ora sì», commenta Desiderio. «Sono famiglie che fino a pochi mesi fa erano monoreddito ma ora, avendo perso il lavoro, sono costrette a chiedere aiuto», che sia cibo o vestiario. E se la Cri riesce a fronteggiare questi appelli è grazie alle donazioni di riceve, in denaro o di prodotti alimentari (sabato, ad esempio, è stata promossa una colletta in via Milano). Ma i pacchi di Natale e gli aiuti erogati alle famiglie, oltre ai 42 buoni spesa consegnati tra luglio e ottobre alle famiglie in difficoltà (erogati dalla Croce Rossa regionale) sono solo alcune delle iniziative in essere. Un altro supporto arriva attraverso «un servizio attivato a livello nazionale dalla Croce Rossa all'inizio della pandemia», spiega il presidente. «Chiamando il numero 800065510 il cittadino che ha bisogno di noi per la spesa o per i farmaci viene dirottato al comitato di Pescara. E noi ci occupiamo di fare la spesa o di acquistare farmaci per conto di chi non ha la possibilità di uscire, magari anziani o persone immunodepresse che non possono esporsi. Poi c’è la consegna a domicilio. La procedura avviene con tutte le accortezze del caso e il contatto con chi ci ha chiesto aiuto è limitato».
Se tra luglio e settembre le richieste hanno «subito una flessione», di recente «sono di nuovo aumentate» ma vengono comunque evase regolarmente «tre volte a settimana». A fronte del lavoro quotidiano ci sono piccoli gesti dal significato enorme che ripagano l'impegno di questo periodo. «Ci sono padri di famiglia rimasti senza lavoro che mettono da parte l'orgoglio, ci chiedono aiuto e poi ci ringraziano con un messaggio, magari scritto su un pezzettino di carta».

