Bollette triplicate, cittadini esasperati

Le associazioni di consumatori: sommersi dalle segnalazioni, non solo per gli aumenti, anche per i distacchi ingiustificati
PESCARA. Le segnalazioni arrivano in continuazione, alle associazioni dei consumatori. Famiglie e attività segnalano aumenti spropositati delle bollette di luce e gas, sperando in un intervento risolutivo per bloccare una lievitazione dei prezzi difficile da affrontare, specie in un momento particolarmente difficile come quello attuale. Ne sanno qualcosa i rappresentanti dell’Associazione dei consumatori e degli utenti, Luigi Di Corcia, e del Codacons, Vittorio Ruggieri, che raccolgono gli appelli dall’area metropolitana, si attivano laddove possibile e girano le segnalazioni a Roma. Il Codacons, poi, in collaborazione con altre realtà (come Assoutenti), ha deciso di presentare un ricorso al Tar della Lombardia per chiedere di sospendere gli incrementi disposti da Arera dal primo gennaio 2022 e «tutti gli iscritti all’associazione possono aderire gratuitamente al ricorso facendo fronte comune».
«Siamo sommersi dalle segnalazioni, i casi sono centinaia, non solo per gli aumenti ma anche per i disservizi, come i distacchi ingiustificati», dice proprio dal Codacons Abruzzo l’avvocato Ruggieri parlando dell’ultima chiamata ricevuta, quella di una coppia di sposi. I due hanno denunciato un aumento spropositato della bolletta del gas: se prima pagavano 75 centesimi a metri cubo ora pagano 2 euro, e la bolletta è di oltre 440 euro. «La situazione è drammatica, fuori controllo, e le società ne approfittano per triplicare i prezzi mettendo in difficoltà le attività, costrette a chiudere i battenti. Bar e ristoranti, ma anche le piccole realtà, non ce la fanno più», dice Ruggieri.
Il disegno è chiaro, per il rappresentante del Codacons. «Lo fanno perché sanno di andare incontro solo a dei meri indennizzi nei confronti degli utenti, in caso di mancato rispetto delle delibere di Arera» (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente). L’associazione non intende restare a guardare, anzi. «Stiamo predisponendo un fascicolo da portare all’attenzione della commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori degli utenti, sperando che la politica prenda a cuore il problema, che è serissimo e porterà le famiglie sul lastrico». Ruggieri fa notare che «vengono commessi molti errori per cui quando ci arriva una richiesta di aiuto cerchiamo di capire se si può fare un reclamo a tentare la conciliazione».
«Spesso gli aumenti avvengono senza comunicazioni all’utenza (che andrebbero fatte tre mesi prima) o addirittura con comunicazioni sulla modifica unilaterale del contratto che hanno effetto retroattivo», spiega Di Corcia che riceve decine di chiamate al giorno da utenti infuriati per il caro bollette. Dall’inizio dell’anno c’è stata «una pioggia di telefonate. Bar e ristoranti si sono ritrovati con le tariffe raddoppiate ma nello stesso tempo il giro di affari si è ridotto del 30-40% per la crisi causata dalla pandemia. Qualcuno ha chiuso e, stando così le cose, molte attività che dovevano aprire non partiranno. Noi ci attiviamo per la conciliazione tramite Arera, per ottenere una modifica delle tariffe o un indennizzo, dopo aver esaminato la documentazione, girando le segnalazioni a livello nazionale. Ma ora si attende una risposta da Roma».

