Bomba distrugge l’ingresso del circolo

Esplosione nella notte a Città Sant’Angelo: nel mirino un locale latinoamericano, danneggiate anche le attività vicine
SANT’ANGELO. Un’esplosione alle 4 di notte tra le attività di via della Scafa, a Marina di Città Sant’Angelo. Il boato l’hanno sentito quasi tutti nella zona e hanno pensato alla fabbrica di fuochi d’artificio saltata in aria il 25 luglio 2013: stavolta è stato un «ordigno rudimentale», così lo chiamano i carabinieri, a distruggere la saracinesca di un locale e la vetrina, a mandare in frantumi i vetri dei capannoni vicini e a fare crollare il controsoffitto di un negozio accanto. Il destinatario dell’attentato è il circolo privato El Hueco, un locale che apre soltanto il sabato dalla mezzanotte in poi: la bomba, fatta con dell’esplosivo stretto in un contenitore di plastica e con una miccia, ha aperto uno squarcio nella serranda di ferro. La vetrina non si vede più: «Si è disintegrata», dicono i proprietari dell’immobile che da due anni hanno affittato il locale da cento metri quadrati al circolo latinoamericano. Un locale che si trova tra la chiesa cristiano evangelica di Città Sant’Angelo e un negozio di prodotti per lavanderie. Non è la prima volta che il circolo El Hueco si ritrova nel mirino: è stato incendiato anche nel 2011. Perché un altro segnale?
Il rumore ha rotto il silenzio della notte: alle 4, le attività di via della Scafa, a un passo dal casello dell’autostrada A14 di Pescara nord, sono tutte chiuse. In duecento metri di strada è racchiuso un centro commerciale che mette insieme negozi e laboratori artigianali: c’è la pizzeria Girasole da trecento posti, punto di riferimento per le famiglie, due bar, uno mordi e fuggi l’altro eletto a locale della movida, Uvabianca, e poi il negozio per appassionati di motori, Dainese, un autoricambi e ancora rivendite di tende e sanitari e attività artigianali.
Dopo l’esplosione, sono intervenuti i vigili del fuoco di Montesilvano e di Pescara e i carabinieri di Montesilvano, guidati dal capitano Vincenzo Falce. Per capire cosa è accaduto, sono intervenuti anche gli artificieri dei carabinieri di Chieti: l’ordigno – «Non particolarmente potente secondo gli investigatori» – è stato posizionato alla base della saracinesca. Lo scoppio ha danneggiato la serranda, distrutto la vetrina e annerito la parte iniziale del locale. L’onda d’urto, poi, ha provocato danni alle altre attività: quelle più vicine al circolo, sono state obbligate a restare chiuse per tutta la giornata.
La zona è sorvegliata dalle telecamere: i carabinieri hanno acquisito le immagini e cominciato a visionare i filmati, con l’obiettivo di risalire agli autori dell’attentato. Ascoltati anche i gestori del circolo: ai carabinieri hanno detto di non avere conti in sospeso con nessuno e di non sapere chi possa avercela con loro.
Ma il nome del circolo, negli ultimi 4 anni, è finito almeno altre tre volte nei verbali dei carabinieri: la prima volta è successo nella notte del 31 luglio 2011 quando il circolo si trovava all’ex Monti, in via Cavallotti a Montesilvano, e durante una rissa un operaio romeno di 22 anni è stato preso a pugni ed è finito in coma; la seconda il 27 ottobre 2011 con il locale di Montesilvano dato alle fiamme e devastato, quasi 100 mila euro di danni; la terza appena un mese fa quando un gruppo di 5 transessuali ha cominciato a picchiarsi per un drink da 5 euro. Dopo il rogo all’ex Monti, il circolo ha aperto a Silvi ma le proteste dei residenti per il volume della musica sparata tra le case hanno portato al trasferimento a Marina di Città Sant’Angelo.
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