Bonifica della discarica dei veleni: il ministero dà il via libera ai lavori

13 Gennaio 2024

Il vice ministro Gava firma il decreto per l’intervento da 46 milioni nel Sito di interesse nazionale Il sindaco Lagatta: «Sicuramente una buona notizia, ma ora voglio esaminare meglio il contratto»

BUSSI. Stanziati 46 milioni di euro per la bonifica dei siti inquinati di Bussi sul Tirino. Firmato il contratto che rende esecutivo l’accordo tra ministero dell’Ambiente e A.t.i., la ditta aggiudicataria per le opere di bonifica e messa in sicurezza delle «aree esterno Solvay» del Sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino.
La notizia arriva dal vice ministro all’Ambiente e sicurezza energetica, Vannia Gava, che dichiara: «Procediamo con azioni attese dal territorio che ha dovuto convivere per troppo tempo con problematiche ambientali particolarmente preoccupanti. Come Mase vigileremo l’andamento degli interventi. Obiettivo è mettere in sicurezza l’area e restituirle salubrità e una nuova centralità». Fin qui la dialettica ministeriale. Dal canto suo il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, non cede a facili entusiasmi quanto all'avvio della bonifica, soprattutto delle discariche 2A e 2B, annunciata più volte dopo quella avviata sul terreno di Tremonti due anni e mezzo fa. E si «riserva di leggere le modalità del contratto», già ricevuto dall'amministrazione comunale, «per avviare una riflessione» e dare un parere più approfondito «quando la situazione ci apparirà più chiara». Certo, la notizia così come è stata resa nota dal vice ministro Gava «appare come un fatto positivo», analizza il sindaco, salvo poi tornare indietro nel tempo e riflettere sul fatto che «adesso si parla di 46 milioni di euro mentre nel 2010 erano disponibili 50 milioni di euro mai utilizzati per il risanamento delle aree».
La ditta vincitrice dell'appalto per la bonifica è la Dec Deme che già nel 2021 ha ricevuto gli incarichi ministeriali per procedere al risanamento. Nel luglio 2023 Lagatta chiese e ottenne un tavolo tecnico col ministero dell'Ambiente durante il quale si fece il punto della situazione per velocizzare l'iter di bonifica preoccupato principalmente dai rilievi dell'Arta che facevano emergere un inquinamento diffuso con alte concentrazioni di arsenico, piombo e mercurio superiori alla norma. Il sindaco torna a ribadire di essere in attesa del parere della Corte dei conti e del progetto che renderà esecutivo il risanamento. L'obiettivo del sindaco Lagatta è «tornare in possesso delle aree riqualificate perché abbiamo già diverse richieste per nuovi insediamenti industriali» a Bussi, proprio sui terreni attualmente non agibili, che opereranno in diversi settori: dalla sanificazione ospedaliera, alla produzione di chip, all'illuminazione dei monumenti alla fabbrica delle farine «che creeranno almeno 70 posti di lavoro», dice il sindaco.